Fare soldi semplicemente navigando in internet è possibile. Ecco l’idea lanciata da Surf

I dati sono venduti direttamente ai brand selezionati e in cambio vengono rilasciati agli utenti buoni regalo e sconti

06/06/2022 di Redazione

Tutti noi passiamo molto tempo sulla rete: postiamo foto e video sui social, visitiamo i siti online di negozi, hotel e ristoranti, prenotiamo viaggi, controlliamo le ultime offerte. E se fosse possibile fare soldi semplicemente navigando in internet? Sembra incredibile, ma grazie a Surf, un’azienda tecnologica canadese, alcune persone hanno cominciato a farlo.

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Fare soldi navigando in internet grazie a Surf

L’anno scorso, Surf ha lanciato un’estensione del browser che porta il suo stesso nome e che riesce a bypassare Google, vendendo i dati degli utenti direttamente a dei brand selezionati. Tra questi Foot Locker, The Body Shop, Crocs e Dyson. In cambio, Surf rilascia alle persone punti che possono essere salvati e poi convertiti in buoni regalo e sconti. I dati sono tutti anonimi: email, nome e cognome, numero telefonico restano segreti. Almeno in teoria. Surf richiederà solamente età, sesso e indirizzo approssimativo, che però non sono obbligatori. L’idea è che i brand possano utilizzare i dati forniti dall’azienda per capire quali sono i siti web più popolari tra gli uomini tra i 18 e i 24 anni, per esempio a Los Angeles, e  indirizzare così i loro annunci. Surf non ha rilasciato dettagli su quanto le persone possano ottenere in denaro, ma finora ha dichiarato di avere consentito agli utenti di guadagnare collettivamente più di 97mila dollari, più di 90mila euro. Surf è ancora nella sua fase di versione beta o, comunque, di rilascio limitato.

Con Surf è possibile bloccare le proprie informazioni sui siti web

Ciò che è utile sottolineare è che è possibile utilizzare Surf anche per limitare i dati condivisi dagli utenti online: si possono, infatti, bloccare le informazioni su determinati siti web. Una notizia per chi vuole salvaguardare la propria navigazione online. Basti pensare che secondo uno studio recente dell’Irish Council for Civil Liberties (ICCL), i dati sull’utilizzo di Internet di un cittadino europeo vengono mediamente condivisi 376 volte al giorno. Tali dati vengono poi usati e condivisi tra i broker per inserire annunci mirati.

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