Il doppio tentativo di Italia Viva di reintrodurre lo scudo penale dell’Ilva

di Redazione | 11/11/2019

emendamenti Italia Viva
  • Italia Viva ha proposto la reintroduzione dello scudo penale su Ilva

  • Due emendamenti cercano di farlo attuando strategie diverse

  • La decisione del partito di Renzi creerà ulteriori tensioni nel governo

Arriva la pioggia di emendamenti al decreto fiscale. E Italia Viva di Matteo Renzi piazza subito la zampata che potrebbe mettere in seria difficoltà il governo Conte-2. Mentre il Movimento 5 Stelle si è da sempre detto contrario allo scudo penale per l’Ilva (è proprio questo l’oggetto del contendere su cui ArcelorMittal ha basato il suo addio agli stabilimenti, non rispettando i contratti), Italia Viva sta cercando di variare la sua posizione, presentando due emendamenti per reintrodurlo, cedendo così alle richieste del gruppo imprenditoriale che ha minacciato esuberi e licenziamenti a brevissimo termine.

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Emendamenti Italia Viva: ecco cosa prevedono per Ilva

Strana la posizione di Italia Viva, dal momento che il partito – insieme alle altre forze della maggioranza – aveva votato a ottobre la cancellazione dello scudo penale. Inoltre, nei giorni successivi al caos scatenato dalla dichiarazione di ArcelorMittal di disimpegnarsi, Italia Viva aveva fatto intendere, attraverso alcuni riferimenti fatti da Matteo Renzi, che potevano esserci anche altri gruppi interessati all’acquisizione del business (gli indiani di Jindal, ad esempio).

Sorprende – ma non troppo – il fatto che Italia Viva abbia proposto due emendamenti al decreto fiscale per reintrodurre la misura, facendo un passo in avanti verso ArcelorMittal. Il primo emendamento è un provvedimento ad hoc, che riguarderebbe proprio le acciaierie. Il secondo emendamento, invece, è di natura più generale e introdurrebbe le tutele per tutte le aziende che sono impegnate sul territorio italiano per attuare piani industriali complessi.

Emendamenti Italia Viva, le proposte in campo

Quest’ultima proposta potrebbe trovare una mediazione anche da parte del Partito Democratico che, da parte sua, non ha presentato emendamenti sul tema, ma ha scelto di concentrarsi su altri aspetti del decreto fiscale (gli emendamenti presentati oscillano tra i 150 e i 200). Ma tutto questo non fa che dividere ulteriormente le forze in campo su una strategia cruciale: quella di mostrare compattezza nei confronti di un’azienda che, in questo momento, sta tenendo con il fiato sospeso un intero settore industriale italiano.

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