ArcelorMittal restituisce i 10.777 dipendenti di Ilva, come se fossero un pacco postale

di Gianmichele Laino | 06/11/2019

dipendenti Ilva
  • Oggi il confronto tra ArcelorMittal e il governo di Giuseppe Conte

  • La lettera inviata dall'azienda: i 10.777 dipendenti dell'ex Ilva saranno restituiti entro 30 giorni

  • L'ennesimo schiaffo al mondo del lavoro

Una lettera, che ArcelorMittal ha inviato ai sindacati e che Giornalettismo ha avuto modo di visionare. L’azienda francese e indiana ha, di fatto, restituito i 10.777 dipendenti Ilva, che lavorano negli stabilimenti di Taranto, Genova, Novi Ligure, Milano, Racconigi, Paderno Dugnano, Legnano e Marghera. Tempo? Un mese. La retrocessione dei rami d’azienda e il conseguente trasferimento dei lavoratori avverrà entro 30 giorni dalla data del recesso di ArcelorMittal, con l’azienda che ha citato l’articolo 27.1 (iii) del contratto stipulato.

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Dipendenti Ilva, il loro destino in una lettera di ArcelorMittal

dipendenti ilva

I dipendenti, ora, saranno trasferiti alle cosiddette «società concedenti», con tutte le conseguenze che questa azione andrà a comportare, sia sui dipendenti, sia sulle stesse società. I lavoratori dell’ex Ilva, 10.777 persone, trattate esattamente come oggetti da spostare, da una parte all’altra, senza alcuna garanzia e in un tempo con orizzonte estremamente limitato: trenta giorni per ridiscutere completamente delle loro vite.

Il documento è stato inviato alle parti in causa, ai rappresentanti sindacali e a tutti gli attori della vertenza sull’ex Ilva nelle scorse ore, alla vigilia dell’incontro dei vertici di ArcelorMittal con il governo di Giuseppe Conte. I siti coinvolti saranno i 12 plessi industriali che l’ex Ilva ha distribuito su tutto il territorio nazionale, creando un imponente impianto siderurgico, che da solo vale almeno un punto di pil.

Dipendenti Ilva spostati come pacchi postali

Intanto, l’urgenza della situazione divide anche i sindacati che stanno scegliendo strade diverse per rispondere alle lettere dell’azienda. Fim-Cisl ha iniziato lo sciopero negli stabilimenti di Taranto, mentre Uilm chiede unità di intenti, cercando di posticipare qualsiasi decisione dopo l’incontro che il governo terrà quest’oggi con la proprietà dell’ex Ilva.

Resta l’amarezza per come sono stati trattati tutti i dipendenti assunti da ArcelorMittal, che non ha esitato a far valere la burocrazia davanti ai bisogni concreti e reali di persone in carne e ossa. Esseri umani che, tra trenta giorni – a meno di clamorosi stravolgimenti -, non sapranno più cosa fare, messi di fronte al proprio destino, pagando per scelte politiche sbagliate.

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO

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