I dubbi del comitato scientifico sulla chiusura delle scuole come misura efficace contro il coronavirus

di Gianmichele Laino | 05/03/2020

scuole chiuse
  • La decisione della chiusura delle scuole è stata presa dal governo

  • Il comitato scientifico avrebbe dato parere negativo in merito

  • Ci si divide sulla reale efficacia del provvedimento

A un certo punto, sembrava che la decisione sull’efficacia chiusura scuole dovesse essere presa dal comitato scientifico che sta supportando il governo in questa fase. Anche il misunderstanding nella comunicazione della chiusura delle scuole fino al 15 marzo sarebbe dovuto a un approfondimento su questa situazione. Per questo motivo, sorprende che – come affermato già ieri – il comitato scientifico avrebbe dato parere contrario alla misura, in quanto dubbioso sull’efficacia di una chiusura delle scuole così limitata nel tempo.

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Efficacia chiusura scuole, il mondo scientifico si divide

Stando a quanto raccolto dal quotidiano La Stampa, ad esempio, il comitato scientifico aveva sottolineato come una misura in tal senso potesse essere realmente supportata da una base scientifica soltanto per un periodo più prolungato di chiusura, quantificabile in almeno due mesi. Un lasso di tempo improponibile, viste le esigenze del calendario scolastico. Il governo, però, ha deciso di andare avanti per la propria strada.

«La valutazione tecnico-scientifica ci è arrivata da poco – aveva detto Giuseppe Conte in conferenza stampa – ed è mia responsabilità, in quanto firmatario del Dpcm, disporre la chiusura delle scuole». Dunque, una decisione presa in maniera autonoma, per far fronte all’emergenza, anche perché – sottolineano dal governo – le evidenze scientifiche non risultano perché si tratta di una situazione totalmente nuova da gestire.

Efficacia chiusura scuole, il parere positivo di Brusaferro

Nel mondo scientifico, del resto, c’è una netta divisione sull’efficacia chiusura scuole. L’attuale presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il dottor Silvio Brusaferro, è una delle poche voci autorevoli che si sono dette favorevoli alla scelta del governo. Non a caso, si tratta dell’unico esponente del mondo scientifico che, nella giornata di ieri, è stato citato da Giuseppe Conte in conferenza stampa.

Secondo il parere del comitato scientifico che coadiuva il governo, invece, non ci sarebbero prove concrete della reale efficacia del provvedimento nel medio periodo. Ma ormai il nodo è stato sciolto. Fino al 15 marzo le aule resteranno sbarrate e ci si ingegna già per cercare formule di didattica alternativa. Non si esclude tuttavia che, al persistere del contagio e della sua diffusione, la decisione possa essere estesa anche oltre il periodo indicato, con la possibilità per gli istituti scolastici di non mettere a rischio l’anno e di garantire la sua regolarità con un recupero del tempo perso nelle prime due/tre settimane del mese di giugno.