Della Loggia contro Alberto Angela: «Da quanto tempo non legge un libro di storia?»

di Gaia Mellone | 14/04/2019

  • Ernesto Galli della Loggia ha pubblicato una lettera rivolta ad Alberto Angela

  • «Non si riduca la storia a un seguito di episodi strabilianti da fiction»

  • La polemica dopo l'intervista di Angela su La Repubblica

Il dissing arriva nel mondo della storia: i protagonista sono l’accademico Ernesto Galli della Loggia e il divulgatore Alberto Angela. Quest’ultimo aveva rilasciato un’intervista a Repubblica negli scorsi giorni in cui spiegava il successo del suo programma televisivo: «In questa serie vediamo ogni epoca la vedremo attraverso una famiglia» spiegando il racconto della storia attraverso episodi particolari, costumi ed abitudini, sfide quotidiane. Una scelta che secondo Angela va in controtendenza rispetto allo studio “scolastico”: «Quando apriamo un libro di storia troviamo date, re, battaglie, imperi e poi basta – aveva detto a Repubblica – Sfugge completamente la realtà e cioè che la storia è fatta di piccole storie». A bacchettarlo però è Ernesto Galli della Loggia , che dalle pagine del Corriere della sera gli risponde: «Sono decenni che gli storici di professione che proprio degli sciocchi hanno avuto le sue stesse curiosità e si sono messi a fare ricerche e a scrivere libri per soddisfarle».

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Della Loggia contro Alberto Angela: «Da quanto tempo non legge un libro di storia?»

Gli Annales, le Microstorie di Einaudi, le lunghe disquisizioni sui manuali scolastici su «Gli antichi romani a tavola!, «Come si viaggiava nel Medio Evo», «La moda e la Rivoluzione Francese». Fioccano gli esempi fatti da Della Loggia ad Angela, per dimostrargli che in fondo, non si è inventato proprio nulla, anzi. Le disquisizioni sui dettagli e sugli episodi particolari sono anche «troppi» secondo l’accademico, «perché i re e le battaglie, anche se a lei non garbano, tuttavia una certa importanza ce l’hanno, dal momento che spesso decidono di quella cosa che non è proprio insignificante che è il potere». L’accademico continua sottolineando come sia comprensibile che l’audience televisiva preferisca storia più colorate, ma che sia fondamentale avere il quadro d’insieme per capire la storia e l’evoluzione della nostra società.

Da un grande potere derivano grandi responsabilità, anche quando si parla di storia

«La divulgazione è una cosa molto importante – continua nella lettera della Loggia esprimendo i sinceri complimenti al lavoro fatto da Angela – – una cosa molto importante la quale proprio perciò comporta tuttavia grandi responsabilità». La citazione di Spiderman è casuale? fatto sta che in fondo, sottolinea Della Loggia, lo sa anche Angela in prima persona. Spacciando «merce per cosi dire taroccata» dicendo al pubblico di star raccontando «chissà quali mirabolanti novità» ma che sono «da tempo acquisite» e assecondando solo le curiosità più piccole, «l’attenzione materiale», si suggerisce un messaggio sbagliato. E cioè che si svaluta «la ricerca stessa e i suoi addetti». E questo, e lo asserisce con convinzione Della Loggia, non è certo nelle intenzioni di nessuno, men che meno di Alberto Angela.

 

(credits immagine di copertina: Alberto angela ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI ; Ernesto Galli Della Loggia ANSA / CIRO FUSCO)