Dazn fa nomi e cognomi e attacca Comcast

Il servizio di streaming non ha funzionato per tutta la giornata di ieri, la spiegazione del media

12/04/2021 di Gianmichele Laino

Per comprendere il comunicato stampa che ha rilasciato Dazn nella serata di ieri, bisogna andare indietro, riavvolgere il nastro rispetto a quanto accaduto nelle ultime ore e fare una fotografia generale della situazione societaria dei principali media che si occupano di diritti televisivi del calcio in Italia. Ieri, alle 12.30 gli utenti dello streaming di Dazn non sono stati in grado di vedere la partita Cagliari-Inter, uno dei match clou del campionato di calcio di Serie A. Gli stessi problemi si sono evidenziati nella trasmissione del match delle 15 tra Lazio e Verona e per tutte le partite di Serie B. In serata, sono arrivate le scuse e l’individuazione delle responsabilità che sono da ricercarsi nell’asse Dazn-Comcast.

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Dazn-Comcast, il balletto delle responsabilità

In realtà, non tutti gli utenti di Dazn sono stati tagliati fuori. È stato possibile guardare le partite in esclusiva su Dazn sul canale dedicato di Sky (dunque, sulla piattaforma che utilizza la trasmissione satellitare e non sulla piattaforma di streaming). Dunque, il problema è da ricercarsi proprio nella diffusione in streaming delle immagini della giornata di Serie A e di Serie B.

Questa discriminante – in un momento molto delicato nell’ambito della complessa diplomazia dei diritti televisivi, con Dazn che si è aggiudicato i diritti per le prossime tre stagioni di Serie A – è suonata già come un campanello d’allarme. E si è fatta concreta quando, nel tardo pomeriggio di ieri, Dazn ha fatto nomi e cognomi sulle responsabilità su quanto accaduto.

«Siamo molto amareggiati per quanto accaduto oggi sulla nostra piattaforma. Siamo assolutamente consapevoli della grande responsabilità che abbiamo nei confronti di tutti i tifosi e dell’intero mondo dello sport – hanno fatto sapere i vertici di Dazn all’Ansa, con il messaggio che è stato condiviso anche su Twitter – Stiamo indagando il problema originato dal nostro partner Comcast Technology Solutions (CTS), che ha avuto un impatto su DAZN e su altri broadcaster europei. Siamo profondamente dispiaciuti e adotteremo ogni opportuno provvedimento per quanto accaduto».

Qualche ora prima, Dazn aveva parlato genericamente del fallimento del sistema di autenticazione fornito da un partner esterno, poi è uscito allo scoperto, puntando il dito contro la società tecnologica che – come vedremo – ha un collegamento ben preciso con Sky.

Il dito puntato contro Comcast

Comcast Technology Solutions, infatti, è la società tecnologica che opera all’interno di Comcast Corporation, il più grande operatore nell’ambito dei media che ha base negli Stati Uniti. E che, dal 2018, ha acquistato il colosso Sky. La diplomazia Sky-Dazn e Dazn-Comcast è praticamente saltata nella giornata di ieri, dopo il problema di autenticazione che si è registrato durante la trasmissione in streaming e dopo la dichiarazione di Dazn. È l’apice di tensioni che, più o meno, stanno andando avanti proprio da quando c’è stata l’asta per i diritti televisivi.

Nel comunicato in cui non si menzionava Comcast, Dazn aveva spiegato che il suo partner tecnologico non era stato in grado di risolvere in tempo, applicando una procedura di backup che era prevista dall’accordo. Il tutto nonostante la collaborazione attiva fornita da Dazn. Un attacco ben preciso, con l’emittente che ha –  di fatto – accusato Comcast di averla ostacolata più o meno deliberatamente.

In seguito ai disservizi della giornata di ieri, Dazn ha preannunciato che nei prossimi giorni verrà prevista una modalità di indennizzo – bisognerà valutarne l’entità – per tutti gli abbonati che hanno avuto problemi in una giornata, quella dell’11 aprile, che si candida a essere un vero e proprio spartiacque per il calcio in streaming. E per le relazioni tra le aziende che se ne occupano.

In attesa di una risposta

Per il momento, da Comcast non è arrivata alcune comunicazione. Nessuna risposta ufficiale (non sappiamo, ovviamente, se tra le due aziende ci sia stato un scambio di messaggi privati) per rispondere all’accusa di Dazn. Sta di fatto che la problematica – vi sta la natura del servizio offerto dalla società di Filadelfia – sembra essere riconducibile al sistema di autenticazione. Cosa vuol dire tutto ciò? In sintesi: la trasmissione video in streaming era funzionante (come si evince dal fatto che non tutti hanno riscontrato questo problema e che la diretta non ha avuto problemi sul canale Sky dedicato a Dazn), ma il sistema di rilevazione dell’utente era andato in tilt. Questo ha provocato la mancata autenticazione e, dunque, la mancata possibilità di visionare la diretta prima di Cagliari-Inter, poi di Verona-Lazio. E non solo in Italia, perché anche altre piattaforme di streaming in Europa hanno registrato lo stesso tipo di criticità. Probabilmente, colpa di un datacenter (che fa riferimento al Vecchio Continente) a Francoforte.

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