L’accordo tra Spotify e Joe Rogan sarebbe doppio rispetto a quello reso noto

Non 100 milioni di dollari per l'esclusiva messa in onda del podcast, ma 200 milioni

18/02/2022 di Gianmichele Laino

Un accordo da 100 milioni di dollari per una esclusiva di tre anni sembrava già una cifra enorme per il compenso di Joe Rogan. Tuttavia, il New York Times ha scoperto che la somma versata da Spotify per assicurarsi le prestazioni del podcaster è completamente diversa rispetto a quella comunicata. L’accordo – riportano due fonti separate consultate dal NY Times, che hanno familiarità con gli affari della piattaforma di streaming – sarebbe pari a 200 milioni di dollari, per lo stesso periodo di tempo. Dunque, esattamente il doppio. Una cifra che diventa oggetto di attenzione soprattutto per quello che ha rappresentato la vicenda di Joe Rogan (e delle sue affermazioni controverse sui vaccini, con tanto di ospitate di persone apertamente critiche con la gestione della pandemia dal punto di vista sanitario) e per il ritorno di immagine che c’è stato su Spotify.

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Compenso Joe Rogan e accordo con Spotify: non 100, ma 200 milioni

La domanda è: è valsa la pena investire quella cifra, se si considera che – per la stessa somma – Spotify si è assicurata le prestazioni di due case di produzione per podcast che producono decine di format (e non un unico format, come nel caso del The Joe Rogan Experience)? Ed è valsa la pena, visto che la presenza di Joe Rogan sulla piattaforma ha provocato l’uscita di scena, sempre da Spotify, da parte di Neil Young e di altri artisti del suo calibro, che si sono rifiutati di trasmettere la loro musica nello stesso contenitore in cui è presente un podcast con situazioni di disinformazione sul coronavirus?

La strategia di Spotify è molto chiara: Joe Rogan è stato un perno – due anni fa – per la sua evoluzione. Spotify non voleva essere soltanto una piattaforma dove trasmettere musica in streaming, ma anche un luogo dove trasmettere contenuti originali, in stile Netflix, distinguendo la propria mission e attirando una nuova audience. Per questo l’investimento è stato importante (già 100 milioni di dollari sembravano una enormità) e per questo ha accettato così a cuor leggero l’uscita di scena di molti artisti del calibro di Neil Young. La notizia dell’accordo da 200 milioni di dollari con Joe Rogan, tuttavia, è destinata ad aprire nuovi scenari.

Perché è importante sapere il vero valore dell’accordo di Joe Rogan

Innanzitutto, gli investitori che guardano a Spotify sono ora consapevoli di quanto sia costato il punto forte del cambio di strategia. La poca trasparenza, inoltre, con cui è stato gestito l’accordo non gioca di certo a favore della piattaforma e – in più – il fatto che questa prova di forza economica sia decisamente superiore rispetto a investimenti più mirati e per un numero maggiore di contenuti provocherà sicuramente un effetto rimbalzo per chi guarda a Spotify come a un modello di business. La nuova strategia di Spotify, dunque, si basa su un accordo molto più alto rispetto a quello inizialmente comunicato e, inoltre, ha causato non pochi problemi – visti i contenuti pubblicati da Joe Rogan, compresi quelli che Spotify ha successivamente deciso di rimuovere – a livello di immagine. What’s next?

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