La vergognosa chat su Telegram in cui si professa il ciukinismo, per cui le donne sono «fatte per il piacere dell’uomo»

di Gianmichele Laino | 02/07/2020

Ciukinismo Telegram

Ci mancava solo il Ciukinismo. Nella serata di ieri, la trasmissione di Raitre Chi l’ha visto? ha svelato un nuovo e preoccupante fenomeno che, ancora una volta, utilizza Telegram per veri e propri incitamenti allo stupro e alla violenza sessuale sulle donne. L’amministratore di una chat, un bot che si fa chiamare Ciukino, raccoglie all’interno del gruppo una serie di contatti che si scambiano messaggi piuttosto espliciti e che va a scandagliare i vari profili Instagram di alcune ragazze ignare di tutto per metterle nel mirino del branco.

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Ciukinismo Telegram, la nuova ‘corrente’ che minaccia stupri

Una prassi che diventa estremamente molesta per le ragazze in questione, dal momento che i loro profili Instagram – una volta linkati all’interno della chat – diventano oggetto di attenzioni morbose e senz’altro indesiderate da parte dei componenti del gruppo su Telegram. Ma per far capire il livello di perversione che l’amministratore della chat raggiunge, il Ciukino invia anche messaggi vocali con una voce registrata e alterata da uno strumento informatico.

Come funziona il Ciukinismo Telegram

In uno di questi – che la trasmissione Chi l’ha visto? ha fatto ascoltare – si sentono pronunciare queste parole: «Discrimina, minaccia, massacra, accoltella, spara, zero pietà: secondo il ciukinismo le donne servono solo al piacere dell’uomo e a nient’altro».

Chi l’ha visto? ha anche raccolto le testimonianze di alcune ragazze vittime inconsapevoli di queste chat. «In questi gruppi Telegram, si vedevano dei sondaggi creati da un bot in cui si chiedeva quale ragazza poteva essere stuprata. Anche a me sono iniziate ad arrivare delle minacce di stupro». Nelle chat, infatti, si legge di tutto: un becero cameratismo che abbiamo già avuto modo di osservare nelle dinamiche del funzionamento di Stupro tua sorella, il gruppo Telegram in cui si scambiavano foto di minorenni e in cui si evidenziavano commenti maschilisti e censurabili dal punto di vista legale.

Eppure, nonostante le tante segnalazioni – comprese quelle alla polizia postale – il problema dei gruppi Telegram continua a essere presente, a fare vittime, a coinvolgere persone che mai avrebbero immaginato di essere oggetto della morbosa attenzione di sconosciuti. Che, purtroppo, il più delle volte restano impuniti.

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