Salvini non vuole Chef Rubio in Rai, ma gli sta bene che il suo biografo sia pagato con soldi pubblici

di Enzo Boldi | 11/11/2019

Chef Rubio
  • Prosegue il duello a distanza di Matteo Salvini con Chef Rubio

  • Oggi se la prende con Anzaldi per aver auspicato un futuro in Rai per il cuoco

  • Il leader della Lega è polemici, ma non disse nulla per Poletti su Rai1

‘Ogne scarrafone è bell’ a mamma soja’. Oppure, figli e figliastri. Nella giornata di ieri il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi si è auspicato, con un post social, l’assunzione di Chef Rubio in Rai. Non è una notizia ma, come detto, un auspicio che non prevede firme imminenti e contatti reali tra l’azienda pubblica e Gabriele Rubini. Sta di fatto che Matteo Salvini non perde occasione e quando vede il nome del famoso cuoco – protagonista di trasmissioni cult come Unti e Bisunti e Camionisti in Trattoria – vede rosso e parte all’attacco.

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«Chef Rubio lascia Discovery: la Rai avrà il coraggio di proporgli un programma, magari che parli di ultimi e periferie e sappia interessare i giovani? Oppure ci sarà un pregiudizio politico per le sue idee? In questa Rai vengono ingaggiati solo biografi e supporter di Salvini?», aveva scritto nella giornata di ieri Michele Anzaldi sul suo profilo Twitter. Insomma, nessun annuncio e nessun accordo. Solo un parere di un deputato (ex Pd e ora in Italia Viva) e membro della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Chef Rubio in Rai. No, non è una notizia, ma un auspicio

È tutto molto chiaro: non si tratta di un accordo, di incontri tra le parti. Ma solo il libero pensiero di un deputato della Repubblica che si occupa di quel che accade in casa Rai. Eppure questo auspicio non è stato preso benissimo da Matteo Salvini che punta ad aizzare la polemica sul nulla.

 

Il caso Poletti

Il leader della Lega, però, non disse nulla quando la conduzione di Uno Mattina (prima nella versione estiva e ora in quella quotidiana) fu affidata a Roberto Poletti le cui simpatie per il Carroccio, la Padania e Matteo Salvini non sono mai state celate. Anzi, fu proprio lui il giornalista a cui fu affidata la cura della prima biografia ufficiale dell’allora (solo) segretario federale. In quel caso – e lui era al governo, ancora – neanche una parola perché ‘Ogne scarrafone è bell’ a mamma soja’.

(foto di copertina: Twitter Matteo Salvini + post social)

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