Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio, dice che il governo sta facendo enormi falsi in bilancio

Borghi

Le parole di Claudio Borghi pronunciate questa mattina ad Agorà suonano come un’accusa pesantissima al governo di Giuseppe Conte. Ma sembrano andare anche in una direzione diversa rispetto a quello che ha sempre sostenuto la Lega. Per non parlare del fatto che sono state pronunciate di fronte al viceministro dell’Economia Antonio Misiani che, in questo modo, ha avuto la possibilità di replicare immediatamente. Secondo Claudio Borghi – che in passato era stato autore di proposte come i mini-Bot -, in questa fase di emergenza economica legata al coronavirus, il governo italiano, con gli aiuti messi in campo, starebbe facendo degli enormi falsi in bilancio, di cui un giorno dovrà dare conto all’Europa.

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Borghi e il governo che sta facendo “enormi falsi in bilancio”

«Vi ricordate così successo con la Grecia? A un certo punto avevano scoperto che stava facendo dei falsi in bilancio. Vi informo che il governo attuale sta facendo degli enormi falsi in bilancio: le garanzie, i crediti di imposta, i 40 miliardi che sono una posta che diventerà debito in futuro, è tutto un trucco contabile per far sembrare che adesso non si fa debito o deficit, ma che emergerà successivamente. Quindi c’è rischio che successivamente qualcuno verrà da noi e ci dirà che abbiamo fatto queste cose e ce ne farà pagare le conseguenze».

La replica di Misiani a Borghi della Lega

La prospettiva di Claudio Borghi è decisamente originale: starebbe paragonando l’attuale situazione dell’Italia a quella della Grecia, prima della crisi che l’ha portata con un piede e mezzo fuori dall’Europa. Il problema è che da tempo la Lega, il partito di Borghi, sta sostenendo che le misure economiche messe in piedi dal governo sono insufficienti.

E questa contraddizione in termini viene fatta notare dal viceministro dell’Economia Misiani. «Il presidente della commissione bilancio – replica – che accusa il governo di fare falsi in bilancio fa cascare le braccia. Sono conti vagliati dalla ragioneria dello Stato, nero su bianco nelle relazioni tecniche. Da una parte si accusa il governo di essere troppo timido, dall’altra, nel momento in cui il governo prende misure contro la crisi, ci si accusa di fare il falso in bilancio».

Secondo Borghi questa condizione dovrebbe essere semplicemente certificata da qualche esponente del governo che, andando in Europa, spiegasse quello che sta succedendo in Italia, aumentando ancora di più la portata delle misure economiche finora intraprese. Insomma, sembra un po’ un cortocircuito.

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