Caos Calabria, Bersani difende il governo: “Doveva chiamare prima la moglie di Gaudio?”

L'ex leader del Pd, ospite a DiMartedì, sottolinea il ruolo divisivo di un certo numero di presidenti di Regione

18/11/2020 di Redazione

Bersani a DiMartedì

Difesa del governo, ma soprattutto fastidio per il comportamento di certe Regioni. Questo il senso dell’intervento di Pierluigi Bersani a DiMartedì. L’ex leader del Pd infatti, pur ammettendo i limiti e gli errori dell’esecutivo accusa i governatori di essere responsabili di un “tira e molla” che non fa bene a nessuno e sul caos in Calabria, dopo l’addio del terzo commissario in 10 giorni, si lascia scappare una battuta: “Il governo doveva chiamare prima la moglie di Gaudio?”

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Bersani a DiMartedì sul caos Calabria

Nel suo intervento, Bersani a DiMartedì tocca vari argomenti, ma quello all’ordine del giorno è principalmente il caos sul commissario alla Sanità in Calabria. Una situazione da giorni sulle prime pagine di tutti i giornali, con il direttore della Stampa, Massimo Giannini, che parla di “tragedia che degenera in farsa” dopo le dimissioni di Gaudio e accusa il governo e l’ex rettore della Sapienza che, a detta di Giannini, “si è dimesso con una motivazione che mi lascia agghiacciato”. Parole alla quali Bersani risponde sottolineando come la Calabria sia una “regione piuttosto complessa” e prevedendo che “non ci sarà il corteo di gente” per andare nella regione. Per l’ex leader del Pd infatti l’unico che aveva il curriculum adatto e aveva accettato l’incarico era Giuseppe Zuccatelli, che però, sottolinea Bersani, “ha detto una stupidaggine 5 mesi prima…”.

Bersani a DiMartedì sull’emergenza Covid

Bersani a DiMartedì non si limita però solo al caso Calabria, ma parla anche dell’emergenza in generale, invitando il governo a “non prestarsi ai tira e molla delle Regioni” ma a “fidarsi del buonsenso”. Sulle soluzioni per uscire dalla difficile situazione economica aggravata dalla pandemia il deputato di Liberi e Uguali invita a pensare a un “meccanismo di solidarietà” in cui “chi ha di più, deve dar qualcosa” perché “tanti redditi non ci hanno perso, e alcuni ci hanno guadagnato molto”. Poi l’affondo sulle Regioni, alle quali ricorda che “autonomia vuol dire responsabilità” e che “sono nate come enti funzionali e non gerarchici”. Una considerazione che porta con sé quella che “l’elezione diretta dei presidenti di regione dovrebbe essere riconsiderata” perché “chi ha il potere legislativo non deve essere eletto direttamente”.

Per chi invece continua a discutere di “salvare il Natale”, Bersani sottolinea come, secondo lui, la discussione sia “lunare” ribadendo che quello di quest’anno “non sarà un Natale come gli altri. Infine una battuta sui negazionisti del Covid, un movimento che sembra prendere piede nonostante l’aumento esponenziale dei numeri in Italia ed Europa. E così alla domanda di Giovanni Floris su cosa direbbe a un negazionista, la risposta di Bersani è un laconico: “Ma sei scemo!”.

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