La battuta virale sui cani che non possono contrarre il coronavirus e l’Oms

di Ilaria Roncone | 12/03/2020

  • La divertente battuta sta spopolando sul web

  • Ecco il legame che c'è tra coronavirus, cani e l'Oms

«Smithers, libera i cani!». Mai quanto ora questa citazione dei Simpson sembra tanto opportuna. Dopo che verso fine febbraio un vecchio cane di Hong Kong i cui padroni hanno contratto il coronavirus è risultato positivo, il panico si è diffuso. I cani possono essere contagiati dall’uomo? E, viceversa, un cane può contagiare un essere umano? L’Oms ha confermato quanto già intuito sui cani coronavirus: «non pensiamo che gli animali siano un vettore, né che l’uomo lo sia per loro», come aveva affermato Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il coronavirus dell’unità malattie emergenti dell’Oms.

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Quando “Who let the dogs out” diventa un’affermazione

Non di immediata comprensione per chi non mastica bene l’inglese o, ancor meglio, per chi non ha consapevolezza dell’acronimo inglese di quella che noi chiamiamo Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità. L’equivalente in lingua inglese, infatti, è World Health Organization. Compreso questo diventa più facile ridere per la battuta riportata da Gillian Turner, giornalista di Fox News, che sta ottenendo così tante condivisioni su Twitter. L’acronimo di World Health Organization è, appunto, WHO. Diventa immediato il collegamento con la celebre canzone e si può proprio dire: WHO let the dogs out.

Liberate i cani in quarantena

La divertente battuta che sta spopolando su Twitter sottolinea come non ci sia nessuna ragione di avere paura del contatto con i nostri amici a quattro zampe e, ancora meno, di vietare loro di uscire per paura che diventino dei serbatoi di coronavirus che rientrereanno poi nelle nostre case. Via libera alle passeggiate col cane, dato che siamo certi che non comporti infrazioni del Dpcm di Conte, anche in questo periodo di isolamento domiciliare forzato.

(Immagine di copertina da Pixabay+tweet)