Bagnacani accusa Virginia Raggi: «Voleva i bilanci in rosso per privatizzare l’azienda»

di Enzo Boldi | 19/04/2019

Lorenzo Bagnacani e Virginia Raggi

C’eravamo tanto Ama-ti. Poco prima del suo licenziamento da presidente dell’Ama, l’azienda municipalizzata della capitale che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti su Roma – oltre a curare i servizi cimiteriali – Lorenzo Bagnacani veniva incensato dalla sindaca Virginia Raggi sui social per il suo lavoro. Poi qualcosa si ruppe e secondo l’ex presidente di Ama tutto iniziò con quell’incontro – da lui registrato – con la prima cittadina di Roma che gli chiedeva di approvare il bilancio in rosso, quello relativo all’anno 2017. In un’intervista a La Repubblica, Bagnacani spiega quale era, secondo lui, l’idea del Campidoglio e i motivi del suo diniego alle richieste della sindaca.

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«Prima andava tutto bene, con Virginia Raggi che sui social si complimentava con me – spiega l’ex presidente di Ama a La Repubblica. L’elemento degenerativo è stato il bilancio. Come azienda l’abbiamo subìto e abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità, interpellando i migliori avvocati e anche l’ex presidente dell’Antitrust». Consultazioni che, secondo Bagnacani, hanno portato a una valutazione corretta sull’operato dei vertici Ama su quel bilancio del 2017.

Bagnacani parla di progetto per privatizzare l’azienda

E allora perché il Comune voleva che si chiudesse in rosso? «In Regione, in audizione, mi sono lanciato in un’interpretazione. Ho detto che la delibera che apre, dopo due rendiconti in perdita, alla privatizzazione di Ama non è mai stata cambiata – spiega Lorenzo Bagnacani -. Quell’atto e l’ostinazione a portare in una direzione… non decreto i motivi altrui, il mio è un ragionamento». Un discorso che, qualora fosse accertato, sarebbe molto grave perché si tratterebbe di una forzatura per portare avanti una privatizzazione coatta dell’azienda.

Lo stallo di Ama

Tutto quello che è emerso anche da quell’intercettazione, pubblicata giovedì da L’Espresso, ha messo in luce una lunga fase di stallo dell’azienda che già non godeva prima di buona salute. Bagnacani spiega che è venuta a mancare anche la fiducia da parte dei fornitori, con mancanza di pezzi di ricambio. Il tutto ha influito sul servizio offerto ai romani.

 

(foto di copertina: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)