Dilaga il razzismo: giovane migrante picchiato a sangue a Sassari

di Enzo Boldi | 11/09/2018

Razzismo Sassari

Ancora una volta si torna a parlare di razzismo. Un giovane guineano è stato aggredito la scorsa notte a Sassari da cinque ragazzi. A fermare la furia del branco è stato un uomo che ha assistito al pestaggio ed è intervenuto facendo fuggire il gruppetto di razzisti. La vittima è stata portata al pronto soccorso dove gli è stata diagnostica la frattura del setto nasale, mentre gli agenti della Polizia Locale stanno cercando di risalire all’identità dei cinque aggressori.

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L’episodio è avvenuto nella tarda serata di ieri all’incrocio fra corso Cossiga e viale Berlinguer. Secondo le prime ricostruzioni fatte partendo dal racconto della vittima e dei passanti che hanno assistito agli attimi del pestaggio, il giovane guineano stava camminando in strada quando ha ricevuto una gomitata da uno dei cinque ragazzi. «Perché fai questo?», ha chiesto il migrante al suo aggressore che, con aria fiera, gli ha risposto: «A casa mia faccio quello che voglio, se non ti sta bene tornatene a casa tua».

Razzismo Sassari, il pestaggio xenofobo tra botte e slogan

Al dolore per quelle parole razziste, poi, si è aggiunto anche quello fisico. L’aggressore gli ha sferrato un colpo in pieno volto, dando il via a un vero e proprio pestaggio che ha visto coinvolti tutti i membri di quel branco. Le urla del ragazzo hanno attirato l’attenzione dei passanti, con un uomo alla guida di un furgone che si è fermato per soccorrere il giovane guineano, interrompendo l’aggressione. Secondo alcune testimonianze, dopo il pestaggio il gruppetto sarebbe scappato via esultando e continuando a lanciare insulti contro il ragazzo straniero, prima di dileguarsi di attraverso un giardino pubblico della zona.

Razzismo Sassari, il giovane migrante vittima del branco

La giovane vittima della follia xenofoba è stato sentito dagli inquirenti, raccontando la propria storia e quanto accaduto la scorsa notte. Il 22enne, originario della Guinea, era arrivato in Italia come rifugiato e ora studia a Sassari. Una città che per colpa di un branco di giovani razzisti, che vivono di slogan e troppa televisione, hanno mostrato la decadenza culturale del nostro Paese.

(foto di copertina: da Ansa)