L’annuncio per un addetto di pulizia a 2 euro l’ora è frutto di un «errore nell’algoritmo»

La storia dell'annuncio per un addetto alle pulizie pagato 2 euro l'ora è finita sui giornali e ha fatto il giro della rete

Ilaria Roncone 28 Mag 2021
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Vi potrebbe essere capitato di leggere questa storia anche su alcune testate di livello nazionale e, sicuramente, c’è stata ampia diffusione sui social. Tutto è partito, infatti, da una serie di post su Twitter e Facebook che hanno dato ampia diffusione a un annuncio per un posto di addetto alle pulizie a due euro l’ora. Annuncio in cui viene specificato il compenso: 2 euro l’ora per un lavoro come addetto alle pulizie. La storia è stata diffusa a macchia d’olio e, purtroppo, un numero fin troppo alto di persona ha dimostrato interesse – viste le stelle assegnate – per un annuncio che, visto il compenso assurdo messo bene in evidenza – avrebbe dovuto far sorgere più di qualche dubbio.

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Annuncio addetto pulizie 2 euro l’ora: l’errore

Come è stato segnalato anche su Twitter, l’annuncio per Roncadelle Lombardia sembrerebbe prevedere un compenso di 2 euro per ogni ora di lavoro. Come è stato riferito a Bufale.net, si è trattato di un errore e – più precisamente – di un «errore nell’algoritmo» che – secondo quanto riferito da chi ha messo l’annuncio di lavoro in rete – ha invertito il campo CCNL e lo spazio per la retribuzione. Entrando nell’annuncio, infatti, si legge che 2 è il livello del CCNL Pulizie Multiservizi offerto. Livello che, come viene specificato, prevede un compenso minimo di 6,87 euro lordi l’ora.

Tanti accetterebbero e tanti l’hanno diffuso

La votazione media data all’annuncio, come si vede dal tweet condiviso, è di 3,6 stelle su 5. Un annuncio che, nonostante il vergognoso compenso – ripetiamo, frutto di un errore della piattaforma che ha inserito l’opportunità lavorativa – ha ricevuto attenzione e addirittura votazioni positive. Oltre alle persone che hanno, in qualche modo, approvato questo annuncio ci sono state anche quelle che lo hanno condiviso sottolineando quanto vergognoso fosse – a giusta ragione – senza però fare quel click in più che avrebbe permesso di verificare i dati sulla RAL che avrebbero chiarito l’equivoco.