Crisanti dice che due consulenti di Zaia hanno firmato la lettera sulla scomparsa clinica del virus e in Veneto ci sono focolai

di Gianmichele Laino | 04/07/2020

Andrea Crisanti

Non c’è polemica, ma c’è tanta amarezza nelle parole di Andrea Crisanti, il virologo dell’Università di Padova che, nelle fasi iniziali dell’epidemia di coronavirus in Veneto, si è rivelato determinante attraverso il varo del metodo Vo’, con tanti tamponi e un tracciamento a tappeto del contagio in modo tale da contenerlo. Mentre lui – che pure fa parte ancora del comitato tecnico-scientifico della regione – continua a dire che il virus può tornare a essere pericoloso e che non è affatto scomparso dalle nostre vite, Luca Zaia ha scelto di dare conto ad altri esponenti del mondo scientifico – come Giorgio Palù e Roberto Rigoli – che hanno firmato una lettera di esperti che sosteneva la scomparsa clinica del coronavirus.

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Andrea Crisanti e la situazione in Veneto con Zaia che ascolta esperti che hanno firmato una lettera in cui si dice che il coronavirus è sparito

«Se queste persone dicono in una lettera che il virus è sparito – ha affermato Crisanti a La Stampa -, allora le persone abbassano la guardia. Due dei firmatari di questo documento sono tra i più ascoltati dal governatore Zaia». Governatore che nella giornata di ieri ha mostrato i denti, perché l’indice di contagio in Veneto è salito sopra quota 1,6 e perché a Vicenza si è sviluppato un vero e proprio focolaio, con un imprenditore (che aveva contratto il virus in Serbia) che al momento si trova ricoverato in terapia intensiva, dopo aver partecipato a un funerale e a un ricevimento.

Andrea Crisanti dice di non aver litigato con Zaia

Insomma, Zaia si è fidato delle persone sbagliate? Andrea Crisanti ha anche affermato che, pur essendo ancora all’interno del comitato tecnico-scientifico che coordina le operazioni sanitarie in Veneto, non viene più consultato. È la conseguenza della recente divergenza con Zaia che si era intestato il merito dell’indagine epidemiologica a Vo’ Euganeo, mettendo in secondo piano il ruolo di Crisanti. «Con Zaia non ho litigato – ha detto Crisanti a Repubblica -, non è successo niente di importante».

Sarà anche vero a livello di rapporti interpersonali, ma la realtà dice che il Veneto – una delle regioni che aveva risposto meglio all’emergenza – adesso è di nuovo nell’occhio del ciclone. Ma la sensazione, in questo momento, è che Crisanti, una delle persone che ha impedito il disastro, non sia più ascoltato come all’inizio. Con evidenti conseguenze sul quadro dei contagi in regione.