L’allarme di Conte: «Se Renzi continua così il governo cade»

di Federico Pallone | 05/10/2019

Conte
  • A un mese esatto dal suo giuramento-bis, Giuseppe Conte si dice preoccupato dal comportamento politico di Matteo Renzi

  • Il premier ha lanciato l'allarme e per la prima volta evoca la crisi

  • Conte ha poi sottolineato come non farà alcun tipo di accordo con il leader di Italia Viva

Era il 5 settembre 2019 quando Giuseppe Conte giurava per la seconda volta come Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. A un mese esatto dal suo nuovo insediamento, il premier ha espresso le sue preoccupazioni in merito agli avversari politici. Uno in particolare, Matteo Renzi, gli ha fatto pronunciare una frase che sa già di allarme.

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Conte: «Se Renzi continua così difficile andare avanti»

Una frase secca, diretta, quella detta da Conte ad Assisi e riportata dai quotidiani La Repubblica e il Corriere della Sera. «Ha bisogno di rimarcare uno spazio politico e ogni giorno ripropone questa logica, questo ci precluderà di poter andare avanti. È inaccettabile. Come posso star sereno?», ha ammonito il premier. In un colloquio con il giornale romano, Conte ha fatto capire di essere preoccupato che il leader di Italia Viva voglia rimettere piede a Palazzo Chigi per riprendersi la poltrona. E al quotidiano di via Solferino che chiede se Renzi non sia una mina vagante per la stabilità del governo, facendo correre il rischio di far tornare al voto il Paese, Conte ha replicato così: «Cosa significa andare a votare? Siamo partiti adesso. C’è un mondo che aspetta, lì fuori. Avete sentito cosa chiedono i cittadini? Vogliono la soluzione ai loro problemi. Ogni volta che li incontro sono affettuosi, sono carini. C’è una investitura anche affettiva della gente. Le persone vogliono credere. Vogliono una squadra di governo che lavori per loro, non per sé stessi».

Conte: «Niente accordi con Renzi, non è nella mia cultura»

Conte ci tiene a sottolineare come non ha fatto e non farà alcun accordo con Renzi: «Non è nella mia cultura. Non abbiamo bisogno né di crostate né di merendine, ci possiamo vedere tranquillamente anche dieci, venti volte, ma non davanti a qualche caminetto. Non abbiamo bisogno di fenomeni. Al tavolo io parlo con i ministri e i capidelegazione, perché quella é la mia squadra».

[CREDIT PHOTO: ANSA/ UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/ FILIPPO ATTILI]