Alessandro Di Battista voleva gli Affari Europei «per avere un’entrata sicura» ma Luigi Di Maio non ci sta

di Gaia Mellone | 25/06/2019

Luigi Di Maio e la frecciatina a Di Battista: «Chi destabilizza il Movimento destabilizza il governo»
  • Continua il botta e risposta nascosto tra Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista

  • Con un post su Facebook il vicepremier invita ognuno a portare «avanti il ruolo che è chiamato ad assolvere nella società»

  • Dibba minimizza, «Lo chiamo ed è tutto a posto», ma il ministro dice che «ci siamo scambiati dei messaggi»

Ci ha messo un po’, ma alla fine Luigi Di Maio ha ammesso di essersi «incazzato» con Alessandro Di Battista. Galeotte le dichiarazioni fatte nel suo libro “politicamente scorretto”, ribadite anche nelle varie ospitate televisive e non solo. Ora il vicepremier sembra essere davvero esasperato, ma sopratutto preoccupato dai malumori nel suo Movimento, che lo vedono sempre più debole e non reggono il rientro di Dibba.

Alessandro Di Battista «voleva gli Affari Europei» ma Luigi Di Maio non ci sta

Con un post su Facebook Luigi Di Maio invita ognuno a portare «avanti il ruolo che è chiamato ad assolvere nella società: ministro, parlamentare, attivista, cittadino». Il riferimento a Dibba è chiaro: «Non mi interessa se in buonafede o in malafede, ma se qualcuno in questa fase destabilizza il Movimento con dichiarazioni, eventi, libri, destabilizza anche la capacità del Movimento di orientare le scelte di Governo». Del resto il premier Giuseppe Conte sta tentando una difficile negoziazione con l’Europa, e non è il caso di andare a mettere benzina sul fuoco. Men che meno chiedere un ministero: pare infatti che Dibba mirasse al posto degli Affari Europei, ma vorrebbe dire riaprire la ferita con la Lega, proprio ora che – molto poco – si sta rimarginando. Alessandro Di Battista però mirava a quel ruolo per una motivazione molto semplice: «ho bisogno di un’entrata sicura». «Ho posticipato il nuovo viaggio ma ho una famiglia adesso» ha dichiarato Dibba,  «e se io non posso fare il mio lavoro, che è quello dello scrittore» allora deve avere qualcosa in cambio. Ma il posto lasciato vacante da Savona non può essere suo, anzi, del Movimento. E a ricordarlo è proprio il vicepremier pentastellato: «Salvini non lo permetterà mai, perché quel dicastero tocca alla Lega», che infatti preme su Conte affinché la questione si chiuda e risolva al più presto.

Alessandro Di Battista: «Polemica montata ad arte», ma forse qualche sms non basta

Alessandro Di Battista però risponde che la polemica con Di Maio «è montata ad arte», che non c’è nessun problema e che «domani lo chiamo ed è tutto a posto». Peccato che al Corriere della Sera il vicepremier dica che con l’amico e compagno di battaglie si è scambiato solo «qualche messaggio», poi taglia corto, perché ci sono argomenti più importanti di cui parlare e non vuole soffermarsi su queste «sciocchezze». A soffermacisi è invece il Movimento 5 Stelle, dove ormai serpeggia l’insofferenza a Dibba. Accusato di volersi fare bello a spese del movimento, di voler alzare un polverone per fare promozione al proprio libro, di approfittarsi dei problemi del partito alla maggioranza per guadagnarci in popolarità.

(credits immagine di copertina: Luigi Di Maio dx ANSA/ETTORE FERRARI ; Alessandro Di Battista sx ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)