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Papa Francesco, perché portarli proprio al circo?

È opportuno che un gesto di solidarietà si avvalga dello sfruttamento dei più deboli? È la domanda che in queste ore le associazioni animaliste rivolgono a Papa Francesco, dopo la decisione del Pontefice di invitare poveri, senzatetto, profughi e detenuti ad uno spettacolo circense. L’evento di carità, denominato ‘Circo Solidarietà per i poveri del Santo Padre’, che si terrà nel pomeriggio alla periferia di Roma, destinato a 2.100 spettatori, è stato organizzato attraverso l’Elemosineria Apostolica, l’istituzione collegata alla Santa Sede che ha il compito di estendere a nome del Papa il servizio di assistenza verso i più bisognosi. «La gente che fa spettacolo nel circo crea bellezza, sono creatori di bellezza. E questo fa bene all’anima. Quanto abbiamo bisogno di bellezza!», ha detto in una nota l’arcivescovo elemosiniere Konrad Krajewski. «Questo dono offerto dagli artisti del Circo, che con costanza, impegno e tanti sacrifici riescono a creare e donare bellezza a se stessi e agli altri, potrà diventare anche per i nostri fratelli più poveri un incoraggiamento a superare le asprezze e le difficoltà della vita che tante volte sembrano troppo grandi ed insuperabili».

Il Papa porta i più bisognosi al circo, gli animalisti insorgono

L’intento dell’iniziativa è lodevole. Ovviamente. Ma le perplessità nascono dal fatto che l’attività circense negli ultimi anni è finita al centro delle polemiche per lo sfruttamento degli animali, che spesso vengono utilizzati come burattini, costretti a vivere in spazi angusti, violando il loro naturale comportamento e la loro indole. L’utilizzo degli esseri più deboli appare anacronistico e diseducativo se c’è uno stravolgimento della loro natura o, peggio, se vengono utilizzati metodi brutali per l’addestramento e per imporre sottomissione e obbedienza. Nella società c’è una maggiore sensibilità rispetto al benessere degli animali e i rischi o i sospetti di maltrattamenti o violenze hanno contribuito a far calare l’interesse nei confronti del circo. Gaia Angelini, responsabile animali esotici della Lav, ha dichiarato: «Siamo sorpresi che il Vaticano faccia questo. È sorprendente che un nobile gesto di solidarietà come questo coinvolga anche lo sfruttamento dei più deboli, in questo caso, animali». «La stragrande maggioranza delle persone e dei fedeli – ha scritto invece la presidente dell’Enpa Carla Rocchi in un appello al Papa – ritengono che l’amore per gli animali non debba essere sacrificato all’amore per il prossimo, ma al contrario faccia parte di un armonioso sentire, come oltre sette secoli fa insegnava al mondo il Santo di cui Ella ha scelto di portare il nome».

Sul tema si è mossa anche la politica. Alla Camera e al Senato in questa legislatura parlamentari di diverso schieramento hanno depositato proposte di legge per il divieto assoluto di utilizzo degli animali negli spettacoli dal vivo e nelle mostre itineranti. La questione è stata affrontata concretamente negli ultimi mesi, anche con un dibattito acceso. A novembre con l’approvazione della legge delega di riordino del settore dello spettacolo è stato previsto il graduale superamento della presenza degli animali nei circhi e nelle attività dello spettacolo viaggiante. Gli animalisti hanno apprezzato, anche se avrebbero preferito una soluzione più netta, radicale, e immediata. Entro fine anno arriverà un decreto legislativo. Chissà che anche il Vaticano non faccia in futuro valutazioni diverse.

(Foto da archivio Ansa. Credit: ABACAPRESS.COM)