Cosa c’era nello zaino di Brugiatelli: un Nokia, 30 euro e un oggetto coperto da omissis

di Gianmichele Laino | 08/08/2019

zaino Brugiatelli
  • L'intervento dei carabinieri è stato sollecitato dalla scomparsa dello zaino di Sergio Brugiatelli

  • Era stato rubato dai due ragazzi americani, che avevano accettato lo scambio

  • Cosa conteneva di così importante quello zaino da arrivare addirittura a un'operazione coordinata dei carabinieri?

Non ci si può non concentrare sullo zaino Brugiatelli per cercare di capire qualcosa in più rispetto a quella maledetta notte tra il 25 e il 26 luglio a Roma, quando il carabiniere Mario Cerciello Rega è stato ucciso da due giovani americani, Elder Lee (esecutore materiale dell’accoltellamento, con un’arma da marines) e Christian Natale Hjorth. Tutto è partito, compresa la chiamata ai carabinieri, per il furto di uno zaino da parte dei due ragazzi americani, che si sentivano ingannati da Sergio Brugiatelli perché il pusher che avrebbe dovuto vendere loro della cocaina, in realtà aveva spacciato aspirina in polvere.

Zaino Brugiatelli, la chiave del mistero?

Brugiatelli aveva messo in contatto i ragazzi con lo stesso pusher e per questo i due americani si volevano vendicare della truffa subita. Per questo motivo, avrebbero portato via lo zaino. Un passaggio che avrebbe convinto – almeno secondo quanto si è detto nella ricostruzione fatta fino a questo momento – Brugiatelli a chiamare i carabinieri e a denunciare il furto.

Uno zaino che è diventato anche oggetto di trattative. Perché i due ragazzi sono stati raggiunti da Brugiatelli – che ha chiamato più volte al proprio cellulare contenuto nello zaino – che ha proposto uno scambio. I termini dell’accordo sarebbero stati: lo zaino in cambio di 80 euro e di un grammo di cocaina.

L’elenco degli oggetti contenuti nello zaino Brugiatelli

Ma cosa c’era di così importante in quello zaino nero che i ragazzi hanno portato con sé? Cosa giustificava così tanta premura nel recuperare l’oggetto? E qui si passa alla lista che gli inquirenti hanno fatto. Non erano certo così importanti i 30 euro contenuti nel portafoglio di Brugiatelli, così come poteva essere poco rilevante la presenza di documenti che l’uomo avrebbe potuto ottenere facilmente in seguito alla denuncia di furto. Non erano importanti il cucchiaio che c’era dentro, la pompa per gonfiare la bicicletta, la radiolina portatile o il cellulare Nokia (un vecchio modello). C’erano le chiavi di casa, è vero, ma anche qui la questione si sarebbe potuta risolvere cambiando la serratura.

Tuttavia, è probabile che nello zaino ci sia stato anche altro materiale. Nell’ordinanza di arresto dei due giovani, infatti, gli inquirenti fanno un elenco degli oggetti presenti al suo interno e chiudono il tutto con un omissis. Ovvero con la censura di un’informazione, che viene considerata riservata. Sta proprio in questa riga cancellata, forse, la chiave del mistero dello zaino Brugiatelli. La molla che ha portato, in un crescendo incontrollato dei fatti, al ‘cavallo di ritorno’, alla rissa con i carabinieri e alla morte di Cerciello Rega.