Il web insulta Salvini dopo la crisi di governo: «Coniglio, giochi sulla nostra pelle»

«Sei passato all’incasso». «Coniglio!». «Sei pessimo, giochi sulla nostra pelle». Sono solo alcuni dei numerosi commenti insultanti che alcuni utenti sui social network hanno rivolto a Matteo Salvini, dopo che il ministro dell’Interno ha annunciato la mozione di sfiducia da parte della Lega al premier Giuseppe Conte.

Salvini insultato su Facebook e Instagram

È la prima volta che Salvini viene insultato in maniera così importante sulla piattaforma a lui preferita, quella virtuale. È successo giovedì sera, mentre il leader della Lega annunciava dal palco di Pescara la sfiducia al governo Conte. I suoi profili Facebook e Instagram sono stati presi d’assalto: sono volati commenti critici e insulti. Un numero talmente alto che ha costretto lo stesso Salvini a replicare: «Ma quanti finti sostenitori della Lega vengono qui stasera a commentare? Basta guardare i profili e si scoprono subito. Comunque… buona notte anche a voi!», ha scritto il ministro.

Tra i tanti post indirizzati a Salvini, quello che ha ricevuto il maggior numero di consensi l’ha scritto l’utente Denis Mei: «Ha più volte ribadito che questo governo sarebbe durato 5 anni. Ha più volte ribadito che non sarebbe stato lui a far cadere questo governo. Ha staccato la spina appena approvato il decreto sicurezza bis. Ha deciso di chiudere tutto nella settimana che precede Ferragosto, quando l’italiano ha meno attitudine ad informarsi. È tutto studiato a tavolino. Ora vuole passare alla cassa e ritirare il premio di governo del paese, si vede che hanno calcolato con cura i sondaggi e il possibile voto. Quante risate se alla fine, però, il calcolo fosse ERRATO…».

Salvini insultato, Conte elogiato: «Un vero galantuomo»

Agli insulti rivolti a Salvini hanno fatto da contraltare gli elogi indirizzati al premier Giuseppe Conte: «L’unico presidente che avrebbe potuto cambiare questo ambiente marcio», ha scritto qualcuno su Facebook. «Lei è un galantuomo, un vero signore, oltre ad essere una persona preparata. E questo Paese non la merita», ha sentenziato un altro.

[CREDIT PHOTO: ANSA/FRANCESCO AMMENDOLA UFFICIO STAMPA QUIRINALE]

 

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