Renzi ha spiegato che Italia Viva voterà per l’autorizzazione a procedere contro Salvini

di Enzo Boldi | 30/07/2020

Voto Italia Viva

«Non esiste un interesse pubblico preminente nel tenere un barcone lontano dalle coste italiane. Tu non blocchi l’immigrazione tenendo un barcone a largo, tu aumenti i followers su Facebook. Noi ci accingiamo a votare a favore dell’autorizzazione a procedere». Con queste parole, Matteo Renzi in Senato scioglie le riserve sul voto Italia Viva. Il suo partito, dunque, sembra assumere una posizione differente rispetto a quanto indicato in Giunta per le immunità lo scorso mese di maggio, quando i renziani scelsero l’astensione. Ricordiamo che, in base al regolamento, il centrodestra dovrebbe ottenere la maggioranza assoluta (160 voti) per evitare il processo nei confronti del leghista per il caso Open Arms (a differenza di quanto accaduto per il caso Gregoretti).

LEGGI ANCHE > Faraone di Italia Viva dice che su Open Arms manderebbe a processo anche il presidente Conte

Ma Matteo Renzi, come già indicato questa mattina da Davide Faraone, sottolinea come le responsabilità sul caso Open Arms fossero di tutto l’esecutivo: «Se vi fosse una richiesta di autorizzazione a procedere contro l’ex ministro dei trasporti anziché l’ex ministro degli interni voteremmo allo stesso modo. Bloccare un barcone è una valutazione politica».

Voto Italia Viva, da Renzi il sì all’autorizzazione a procedere

Sempre nel corso dei suoi dieci minuti al Senato, Matteo Renzi parlando del voto Italia Viva sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, ha rincarato la dose: «Credo che nella vicenda della gestione della politica migratoria dal 2018 al 2019 con il governo gialloverde, prima ancora di discutere se vi siano stati crimini, cosa che non spetta a noi, vi debba essere una chiara e precisa distinzione tra chi crede che sia stato un errore e chi no. Noi non abbiamo cambiato idea, noi abbiamo sempre pensato che quella gestione di politica migratoria fosse un errore».

(foto di copertina: da canale Youtube del Senato della Repubblica)