Unicredit annuncia tagli in Italia: 6500 dipendenti e 450 filiali in meno entro il 2023

di Redazione | 03/12/2019

  • Unicredit ha presentato il piano 2020-2023: tagli in Europa per 8mila dipendenti

  • Il piano industriale prevede anche la chiusura di 500 filiali

  • La decisione secondo i sindacati distruggerà il rapporto con la clientela e il legame col territorio

Unicredit ha presentato il piano 2020-2023 annunciando tagli per 8mila dipendenti e 500 sportelli in tutta Europa. I tagli si concentreranno soprattutto in Italia, Germania e Austria dove ci sarà una riduzione di personale del 12% e verranno chiuse un quarto delle filiali presenti. Purtroppo l’Italia dovrà sostenere la parte più importante degli esuberi: secondo la First Cisl, in Italia verranno chiuse 450 filiali e ci saranno dai 6000 ai 6500 esuberi.

Il nuovo piano industriale

Nel nuovo piano industriale, chiamato Team23, Unicredit ha annunciato la creazione di 16 miliardi di valere degli azionisti nel triennio aumentando del 40% la distribuzione del capitale per il 2019 con un progetto imperniato sulla crescita e sulla larghissima diffusione del digitale. Il piano industriale, però, ha avuto un notevole rilievo questa mattina per, appunto, la decisione di tagliare dipendenti e sedi.

La gestione dei tagli al personale

Jean Pierre Mustier, l’amministratore delegato di Unicredit, ha dichiarato che, riguardo ai tagli: «Abbiamo appena iniziato i negoziati con i sindacati, vogliamo prima discutere con loro. Non diamo dettagli su dove saranno, nel piano precedente abbiamo fatto i tagli in modo socialmente responsabile e continueremo a farlo».

Le reazioni dei sindacati

Secondo Mauro Incletolli, della First Cisl, «Al momento non è mai stato licenziato alcun bancario, ma solo grazie al  fondo esuberi: gli esuberi restano un errore madornale perché Unicredit, che in Italia ha circa 38.000 dipendenti, è già in carenza di organico. Noi chiediamo che a fronte delle uscite ci siano altrettante assunzioni di giovani». Una dura critica alle decisioni di Unicredit a cui fa eco la Fabi, il sindacato autonomo dei bancari che per voce del segretario Lando Sileoni ha ricordato come gli attuali «8.000 nuovi esuberi inseriti nel piano industriale si andrebbero ad aggiungere ai 26650 posti di lavoro tagliati a partire dal 2007. Stesso discorso per gli sportelli: ne sono stati chiusi 1.381 e Mustier ne vorrebbe chiudere altri 500, recidendo ancora di più il rapporto con la clientela e il legame col territorio».

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