I report quotidiani che Trump non leggeva e che avvisavano della pandemia già a gennaio

28/04/2020 di Ilaria Roncone

Un’inchiesta del Washington Post fa chiarezza e rende noto quando Trump è venuto a conoscenza della pandemia. Secondo il quotidiano statunitense tra gennaio e febbraio le agenzie di intelligence del paese hanno avvertito il presidente rispetto alla gravità della situazione coronavirus nel corso di più di dieci briefing classificati. Trump, nonostante ciò, ha continuato a sgonfiare gli effetti della minaccia.

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Donald Trump sa della pandemia coronavirus da gennaio

Dopo l’imbarazzante suggerimento di curare il coronavirus con iniezioni di disinfettante e le aziende della sostanza costrette a domandare ai consumatori di non farlo c’è stato il tweet di Bryan Cranston che parla della salute mentale del presidente. Ora, però, arriva una consapevolezza ben più grave. Nell’inchiesta del Washington Post sono citati alcuni funzionari USA e degli ex dirigenti che hanno parlato di avvertimenti «ripetuti» al presidente. Avvertimenti quotidiani nel Pdb (President’s Daily Brief), un documento fornito a Trump ogni giorno. Nel documento è stata tracciata per settimane la situazione del virus nel mondo con frasi come «la Cina stava occultando informazioni sulla trasmissione del contagio e il bilancio letale» e previsioni sulla «la prospettiva di terribili conseguenze politiche ed economiche».

Trump salta le letture dei Pdb

Le fonti protette da anonimato del Washington Post parlano anche di allarmi chiari non recepiti dal presidente poiché Trump è solito non leggere i Pdb, mostrandosi anche spazientito durante i briefing orali che avvengono due o tre volte a settimana. Intanto il presidente USA ha negato in conferenza stampa qualunque responsabilità sulla proposta di iniettarsi disinfettate per vincere il coronavirus e si è detto molto felice per i progressi fatti dall’Italia e da Giuseppe Conte, che ha definito «il mio amico». Intanto negli Stati Uniti le vittime del coronavirus sono a quota 56.245, solamente 3 mila in meno di quelle provocate della guerra del Vietnam, durata 20 anni. E il numero potrebbe essere già superiore, in realtà, poiché nelle prime settimane della pandemia, ovvero dall’inizio di marzo al 4 aprile – riporta l’analisi del Washington Post – i morti nello stato sono stati 15.400 in più rispetto alla media storica. I contagi nel paese sono ormai 1 milione.

(Immagine copertina dal profilo Facebook di Trump)

 

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