La passerella di Trump con la Bibbia in mano mentre la polizia spara i lacrimogeni sui manifestanti

di Enzo Boldi | 02/06/2020

Trump con la Bibbia

La situazione negli Stati Uniti continua a essere molto complicata, con i nervi scoperti dei manifestanti, alcuni atti che poco hanno a che vedere con le proteste per l’uccisione di George Floyd e il presidente Usa che prosegue nella sua campagna contro chi è sceso in piazza in questi giorni, facendo di tutta l’erba un fascio. E così, dopo aver citato l’Insurrection Act del 1807, annunciato l’intervento dell’esercito per le strade di Washington (e non solo) e accusato i gruppi Antifa, si è recato in una chiesa nei pressi della Casa Bianca e si è fatto immortalare durante un discorso alla stampa. Trump con la Bibbia, mentre per le strade della capitale americana la polizia sparava lacrimogeni contro i manifestanti.

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«Il presidente ha il diritto di difendere il suo Paese e proteggere la sua nazione. Non posso permettere che proteste pacifiche vengano manipolate da anarchici di professione e gruppi Antifa», aveva detto il numero uno della Casa Bianca poco prima di quel breve tragitto che lo ha portato all’esterno della chiesa di St. John Episcopal dove ha preso la Bibbia ed è rimasto in posa per alcuni istanti.

Trump con la Bibbia mentre la polizia spara ai manifestanti

Prima di Trump con la Bibbia, il numero uno della Casa Bianca aveva citato l’Insurrection Act del 1807 che gli consentirebbe di schierare l’esercito per le strade con l’obiettivo di sedare le proteste. Una presa di posizione che ha provocato lo sdegno di Biden (suo rivale alle prossime Presidenziali americane). Ma nel tragitto che lo ha condotto dalla Casa Bianca alla chiesa di St. John Episcopal, ci sono stati altri atti controversi, con la polizia che ha sparato lacrimogeni e proiettili di gomma contro i manifestanti per disperdere la folla.

L’autopsia su George Floyd

Il clima, dunque, è incandescente. E a rendere ancora più complicata la situazione è l’esito della seconda autopsia – quella effettuata dai legali della famiglia – effettuata sul corpo di George Floyd. Se la prima aveva negato l’asfissia, parlando di patologie pregresse che hanno portato alla sua morte, quest’ultima smentisce quella versione. Dal video della sua morte, infatti, appare evidente che il decesso sia sopraggiunto per fattori esterni.

(foto di copertina: da video su pagina Facebook di Donald Trump)