Travaglio sulla cena di Conte con i ministri: “Ma cosa avranno mai da ridere?”

di Redazione | 23/11/2019

conte con i ministri
  • Al termine di un Consiglio dei Ministri, Antonio Conte ha portato a cena i giallo rossi

  • La cena si è svolta al ristorante "Arancio D'Oro", vicino Palazzo Chigi

  • Erano presenti Teresa Bellanova, Peppe Provenzano, Vincenzo Spadafora, Luciana Lamorgese, Riccardo Fraccaro, Vincenzo Spadafora, Francesco Boccia, Roberto Speranza, Dario Franceschini

Li paragona ai crocieristi del Titanic, quelli che mentre la nave si stava inesorabilmente schiantando contro un iceberg gigantesco continuavano, sciocchi, a ridere e ballare. Marco Travaglio nel suo editoriale torna sui ministri giallorossi, anche se lui li ha ribattezzati giallorosa. Lo spunto è la foto che ritrae Conte con i ministri a cena: i giallorosa sono sorridenti e sereni, come se nulla fosse. Senza alcuna percezione del pericolo, senza che vi sia l’adeguato impegno per fronteggiarlo, senza la dignità che l’occasione critica richiederebbe. Perché il Paese, mentre loro gozzovigliano, rischia di colare a picco proprio come il famoso transatlantico contro un iceberg chiamato Matteo Salvini.

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Conte con i ministri: la foto della discordia

Una tavola imbandita, un momento conviviale: Antonio Conte ha deciso di riunire, ieri sera, i giallorossi in un ristorante del centro di Roma, al termine di un importante Consiglio dei Ministri. Lì sono stati fotografati intenti a mangiare, ridere, scherzare. «Ma che avranno mai da ridere?» si è chiesto Marco Travaglio?

Quel segnale di serenità che il premier voleva forse dare, mostrando un fronte unito e compatto, non è arrivato, anzi ha attirato critiche. Perché il momento delicato in cui si trova il Paese andrebbe discusso e risolto in sedi più opportune e con maggior slancio e convinzione di quelli che si possono avere quando c’è da affrontare un piatto di carbonara.

Al momento i fronti più preoccupanti sono senz’altro due: le elezioni in Calabria ed Emilia Romagna e le crisi industriali (Ilva, Alitalia, autostrade). Travaglio nella sua analisi fa un’ipotesi nefasta ma comunque fattibile: «Il centrodestra continua ad avanzare nei sondaggi fino al 50% che – con questa orrenda legge elettorale – regalerebbe a Salvini ben più dei pieni poteri: cioè i due terzi dei seggi parlamentari, quanto basta non solo per eleggersi il presidente della Repubblica a propria immagine e somiglianza, ma anche per cambiare la Costituzione a proprio uso e consumo senza neppure il disturbo di consultare i cittadini nel referendum». Quello del voto è uno scoglio importante e potrebbe essere decisivo per l’esecutivo Conte bis.

E mentre i giallorosa litigano, Renzi si fa gli affari suoi e il Pd minaccia elezioni anticipate, succede che le piazze si riempiono. Il direttore del Fatto Quotidiano accenna, in chiusura di editoriale, alle Sardine che si stanno mobilitando per fare opposizione e per far sentire la propria voce: «I cittadini si rimboccano le maniche».

(foto di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI)