Il ritorno di Toninelli: «Le mie gaffes? Tutte fake news»

di Enzo Boldi | 23/12/2019

Toninelli

Da ministro a facilitatore, Danilo Toninelli continua a essere una voce importante all’interno del Movimento 5 Stelle. La scorsa settimana la piattaforma Rousseau lo ha votato, nominandolo addetto alle campagne elettorali pentastellati nel nuovo ordinamento interno del M5S. Ora, dopo qualche mese in cui il silenzio l’ha fatta da padrone – escluso il suo giudizio sui senatori passati alla Lega e il suo intervento sul proprio bilocale romano -, l’ex capo del Mit attacca i giornali che hanno parlato delle sue gaffe di quando era ministro.

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«Quasi tutte le cosiddette ‘gaffe’ in realtà erano fake news e killeraggi. Chieda e glielo dimostro – ha detto Danilo Toninelli nella sua intervista a La Verità -. Contro di me hanno fatto il tirassegno. Ma come vede sono ancora qui. Vivo e vegeto». Ma con un ruolo diverso dato che, il governo Conte-2 non lo ha confermato alla guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ma lui non molla e passa al contrattacco.

Toninelli e le gaffes che sono fake news

«I giornali hanno fatto più titoli sul tunnel del Brennero o sul fatto che io ho bloccato tutte le tariffe autostradali spostando milioni di euro dalle tasche dei gestori a quelle dei cittadini?», ha proseguito Danilo Toninelli nella sua intervista. Insomma, l’attacco frontale è ai giornalisti che hanno sottolineato ogni sua gaffe e, invece, non lo hanno esaltato per le cose buone che ha fatto. E sempre su quella gaffe: «È stato un errore ridicolo, poco più di un lapsus. Studiavo i dossier e ho viaggiato tanto: so bene la differenza fra valico e tunnel. Tutti facciamo questi piccoli errori. Per me dire tunnel, passante o valico allora non era una grande differenza, non ero in una sede tecnica».

I giornalisti e gli editori

E, rispondendo alla domanda ‘I giornalisti fanno gli interessi dei gestori’, ha replicato sibillinamente. «Sì! Ma glielo devo spiegare io? Non esistono quasi più editori puri. In troppi, soprattutto i più grandi, rappresentano interessi e li difendono – ha detto Toninelli -. Autostrade spende milioni di euro di pubblicità ogni anno: è più facile attaccare me sul tunnel o i concessionari inserzionisti?

(foto di copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI)