I potenziali vantaggi che una redazione o progetto editoriale possono trarre da Threads

A una prima impressione, il paragone più calzante sembra essere quello con Twitter della prima ora. Ma con la tendenza dei nuovi social media: l'enagement del link è sempre meno presente

25/12/2023 di Gianmichele Laino

Ogni volta che ci si presenta di fronte un nuovo social network, la prima cosa che creatori di contenuti fanno è quella di cercare di capire come possa funzionare e che valore aggiunto possa apportare per la diffusione dei contenuti stessi. Anche Giornalettismo si è posto la domanda: in che modo Threads può supportare la missione della nostra testata di diffondere e divulgare l’educazione digitale? Indubbiamente, ci sono degli aspetti che vanno considerati, anche rispetto a tutti gli altri social network che la nostra testata ha utilizzato in passato. Bisogna, allo stesso modo, contestualizzare lo sviluppo di questa nuova piattaforma all’interno delle tendenze globali e generalizzate che i social network seguono. A un primo impatto, Threads potrebbe sembrare quello che il Twitter della prima ora rappresentava per il mondo delle news: una sorta di agenzia stampa in tempo reale costruita dagli utenti, che vi partecipavano dando notizie su ciò che accadeva loro intorno o commentando eventi media che si stavano svolgendo in real time. Questa similitudine, tuttavia, ci sembra soltanto apparente e proviamo a spiegare il perché.

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Threads per le news, quale può essere la sua funzionalità

Threads nasce principalmente come una estensione di Instagram. Bisogna avere un account sull’altra piattaforma per poter utilizzare in maniera attiva tutte le funzionalità che il social network mette a disposizione. Dunque, le due community – va da sé – sono molto simili tra loro. E sappiamo che Instagram è – principalmente – un social di intrattenimento. Quindi, ancora una volta, la semplice informazione – fornita in maniera secca e asciutta – rischia di non sollevare la discussione attesa. La sensazione è che, anche se in realtà Threads è un social network che punta sulle parole e non sulle immagini, servirà qualcosa di più di una caption accattivante e di un link a una testata condiviso per creare un reale engagement.

Per questo si differenzia da Twitter della prima ora. Non c’è sicuramente una audience così verticale come lo era quella del social network fondato e diretto, all’epoca, da Jack Dorsey, sono cambiati i tempi per la veicolazione delle news attraverso le piattaforme digitali: oggi, il link viene molto più penalizzato che in passato.

Sicuramente, una testata o un creatore di contenuti parte avvantaggiato se viene considerato abbastanza autorevole anche su Instagram. È fondamentale questo aspetto, ad esempio, per accumulare un bacino di followers iniziale che possa ridurre quell’effetto di voce che grida nel deserto che si verifica spesso quando si sbarca su un social network. Il collegamento a Instagram permette un tasso di crescita della fanbase soddisfacente nei primi giorni di utilizzo di Threads. Occorrerà capire quanto questo periodo di costruzione (o ricostruzione) della community possa durare e se, a partire da questo zoccolo duro, sia altrettanto possibile allargare l’orizzonte anche a persone che non seguono il progetto su Instagram.

La sensazione, poi, è che si debba essere meno assertivi. Favorire un confronto, aprire un dibattito attraverso una domanda, mettere in pubblicazione un pensiero che possa sollevare una discussione (anche partendo da un testo di riferimento, perché no) potrebbe creare più interazioni. È l’architettura stessa di Threads che lo suggerisce.

Punti deboli? In realtà, stanno proprio nel concept che ha dato il via al naming del social network. Come avviene per Twitter, il rischio che porta con sé la costruzione di un thread (una discussione articolata in più punti) è quello di dare minore spazio di visibilità ai punti di risposta legati al post di partenza. È molto difficile che il punto tre o quattro di un thread formato da cinque post sia più visibile e commentato del post iniziale. Se l’obiettivo è quello di dare la centralità alla parola e – dunque – al ragionamento un po’ più articolato, allora forse bisognerà lavorare molto su questo.

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