L’Agcom diffida il Tg2: «Servizi di natura incompleta, parziale e non obiettiva»

21/05/2019 di Redazione

Venerdì 17 nero per il Tg2. L’edizione delle 20.30 della testata diretta da Gennaro Sangiuliano è finita nel mirino dell’Agcom che ha diffidato il telegiornale del secondo canale pubblico per i suoi contenuti. Una violazione dell’articolo 4 comma 2 delle disposizioni della Commissione parlamentare per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, in virtù di motivazioni ben precise che sono state esplicitate nella nota diffusa dall’autorità Garante delle comunicazioni.

Tg2 sanzionato dall’Agcom: le motivazioni

«In particolare, i servizi in questione – viene illustrato nella nota – in ragione della natura incompleta, parziale e non obiettiva delle informazioni riportate (anche per l’omissione di parti significative di dichiarazioni di terzi e la conseguente distorsione del messaggio generale), rischiano di determinare, anche indirettamente, situazioni di vantaggio o di svantaggio, per determinate forze politiche che la normativa citata vieta espressamente all’interno dei notiziari».

Cosa c’era quella sera al Tg2 sanzionato dall’Agcom

In modo particolare, il Tg2 di quella sera oltre ad aprire con le parole del Capo dello Stato Sergio Mattarella, ha mandato in onda la consueta sequenza di servizi politici, centellinati (a quanto pare non correttamente) tra le varie forze politiche in tempi di par condicio in vista delle prossime elezioni europee del 26 maggio. La nota dell’Agcom fa riferimento anche ai contenuti di Tg2 Post, la rubrica di informazione e intrattenimento che Gennaro Sangiuliano ha fortemente voluto da quando è diventato direttore della testata.

In quella circostanza, il Tg2 ha proposto una intervista al ministro dell’Interno Matteo Salvini, con alcuni spezzoni che erano stati inseriti all’interno dell’edizione delle 20.30. Un duro colpo per quella che è stata definita dal suo stesso direttore Tele Visegrad: il Tg2 sovranista, dopo il cambio ai vertici, ha imposto una svolta contenutistica molto più sbilanciata a favore del governo giallo-verde. L’indicazione dell’Agcom non fa che andare in questa direzione.

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