Tensioni Cina-India: l’avanzata insidiosa di Pechino nell’Himalaya conteso

13/07/2020 di Marta Colombo

Settimane dopo un confronto violento tra Cina e India lungo il confine conteso della regione Himalayana del Ladakh, migliaia di soldati dei due Paesi rimangono ammassati nella zona. Durante lo scontro, il primo con vittime dagli anni 70, almeno 20 soldati indiani, tra qui un colonnello, sono morti. Nuove immagini satellitari hanno rivelato che la Cina sta continuando ad ammassare tende, unità per il deposito di armi e attrezzature militari, pezzi d’artiglieria pesante e persino carri armati nella zona.

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L’avanzata “silenziosa” della Cina nella regione himalayana

Secondo alcuni abitanti e ufficiali della regione, la Cina stava pianificando questa mossa da anni, nel tentativo di accaparrarsi più territorio in un’area contesa dal 1975. «Questa è la tipica strategia della Cina», ha detto J.P. Yadav, un ex ufficiale indiano da poco in in pensione in una recente intervista al New York Times. «E’ tutto pianificato».

Le due superpotenze si accusano a vicenda di “comportamenti provocatori” nella zona contesa. Ma secondo le migliaia di testimonianze degli abitanti della regione del Ladakh, riporta il quotidiano statunitense, sarebbe la Cina a continuamente avanzare nel territorio indiano.

Cina e India, le ragioni dello scontro

Gli abitanti, che sono culturalmente tibetani e si identificano come indiani, avrebbero inoltre tentato di avvisare l’esercito indiano delle continue incursioni cinesi per anni, senza però ottenere nessuna reazione concreta. Secondo analisi internazionali, il governo indiano è conscio della superiorità militare di Pechino.

«Se non parliamo ora, sarà troppo tardi», ha raccontato il politico locale Rigzin Spalbar al New York Times. «Il cinese si sono intrufolati e hanno invaso la nostra terra. Anche la stampa non dice la verità. Mostrano solo i fatti che il governo vuole far trapelare».

La regione himalayana è geograficamente ed economicamente isolata, povera in risorse naturali e scarsamente popolata, con un’altitudine che rende difficile anche respirare. Senza troppa importanza strategica, infatti, la zona e suoi abitanti, sono le ultime vittime delle aspirazioni nazionalistiche dei governi di Narendra Modi e Xi Jinping.

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