Addio alla piccola Sveva, la bambina diventata un simbolo per gli amanti del basket

30/09/2019 di Enzo Boldi

La piccola Sveva era diventata un simbolo per tutto il mondo del basket che la seguiva per la sua tenacia e per il suo attaccamento alla vita vissuta sempre con quel pallone arancione tra le sue piccole mani. Dopo oltre un anno e mezzo di lotta, però, la bambina di Trieste non ce l’ha fatta. La sua storia ha fatto commuovere l’intera rete e il mondo della pallacanestro che si è stretto attorno alla famiglia della giovanissima cestista che ha lottato fino alla fine per non arrendersi a quel brutto male. La sua storia è stata raccontata e resa nota dalla famosa pagina Facebook dedicata al mondo del basket, La Giornata Tipo, che questa mattina è stata costretta a dare la triste notizia.

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Era il 12 maggio del 2018 e sulla pagina social La Giornata tipo era comparso questo messaggio: «Mi chiamo Giulio e siamo una famiglia triestina di cestisti. Mia nipote Sveva, giocatrice del BaskeTrieste, sta giocando la partita più importante della sua vita contro un male che non vuol farle fare più canestri! Stiamole tutti vicino con un bel #iotifosveva. Grazie di cuore!». La piccola aveva una grande passione per la pallacanestro e la sua storia ha commosso anche molte star dello sport.

La piccola Sveva non ce l’ha fatta

E si è sentita per qualche tempo famosa per via di quegli incoraggiamenti arrivati da Gigi Datome, Peppe Poeta, Raffaella Masciadri, Cecilia Zandalasini, Danilo Gallinari e tanti altri cestisti professionisti che le hanno dato la forza per affrontare la partita più difficile nonostante la sua tenerissima età. Un male che l’ha colpita in quella fase in cui si dovrebbe solamente pensare al gioco e al divertimento, anche con un pallone arancione in mano cercando di fare canestro.

Il cordoglio della Pallacanestro Trieste

Anche la Pallacanestro Trieste ha voluto ricordare la piccola Sveva con un comunicato in cui si abbraccia la famiglia: «A Paolo e Marta, e a tutti i familiari, l’abbraccio sentito da parte del club, della squadra, dello staff e di tutti i dipendenti ed i collaboratori della società. In momenti come questi non ci sono mai le parole adatte per esprimersi, ma solamente il silenzio, il rispetto e la vicinanza verso una famiglia che, insieme alla sua piccola, ha lottato per un anno e mezzo».

(foto di copertina: da pagina Facebook La giornata Tipo)

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