L’iniziativa Summer Colors di Amazon è una bella idea ma il greenwashing è dietro l’angolo

La Summer Colors di Amazon Italia è un'iniziativa bella per educare al green ma, parlando di ambiente, ci sono molte altre cose che il colosso deve fare urgentemente

28/06/2021 di Ilaria Roncone

Il colosso ha presentato Summer Colors Amazon Italia, un’iniziativa estiva del colosso in collaborazione con la designer, artista e divulgatrice amotiva Enrica Mannari. Si tratta di un look book con dieci illustrazioni iconiche da colorare abbinate a frasi ispirazionali e profili nei quali ogni viaggiatore può riconoscersi. Un paio di esempi? Abbiamo i ‘green dreamers’, paladini della sostenibilità e i ‘tripexplorers’, che viaggiano senza sosta.

Ogni profilo è poi abbinato a una destinazione italiana per un totale di «dieci tra le più belle, che hanno ispirato le illustrazioni e una selezione di oggetti speciali legati all’estate e allo spirito del luogo».

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Summer Colors Amazon Italia e l’attenzione per l’ambiente

Presentando l’iniziativa Amazon Italia ne sottolinea, giustamente, i pregi: la vendita di prodotti legati all’Italia, alle start-up artigianali per sostenere il nostro mercato; l’attenzione per l’ambiente e l’educazione dei clienti affinché facciano scelte sostenibili; il sostengo a «14.000 piccole e medie imprese e gli artigiani locali e prediligere prodotti etici»; la possibilità di avere a disposizione il servizio di Amazon ovunque, anche in villeggiatura. Tutti pregi indiscutibili, certo, però occorre sempre ricordare che il greenwashing è dietro l’angolo.

La bella iniziativa di Amazon Italia non deve farci dimenticare il resto

Basta guardare alle notizie dell’ultimo periodo. C’è quella dell’impronta di plastica, la cosiddetta “plastic footprint”, che Amazon potrebbe essere costretto a rivelare per volontà degli investitori. Si tratta dell’impatto ambientale che il colosso, con tutte le sue attività, ha nel mondo in termini di produzione di plastica. Ci sono dati controversi in questo senso ma gli azionisti hanno chiesto esplicitamente a Amazon di rivelare il quantitativo di plastica che riversa nell’ambiente. Di recente, inoltre, Amazon Scozia è stato al centro di un’inchiesta per come smaltisce gli articoli non venduti.

Sono grosse questioni, queste, se le si lega alla reputazione del brand. Problematiche che, come spesso accade per le grandi multinazionali, possono essere in parte tamponata con la pratica del greenwashig – l’ecologismo di facciata che è tanto questione di comunicazione e marketing e molto meno un impegno reale e concreto -. Risulta comunque apprezzabile che Amazono voglia educare gli utenti a comprare green e sostenibile, certo, ma la cose migliore che può essere fatta dal colosso in questo senso – in Italia e nel mondo – è dare il buon esempio in prima battuta agendo sul fronte emissioni e non solo.

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