Regione Lombardia usa, per un web spot sul coronavirus, lo «scettico sul coronavirus» Massimo Boldi

Tutto bene, sì?

20/11/2020 di Gianmichele Laino

spot Lombardia con Massimo Boldi

Colpo di genio della Regione Lombardia. Dopo lo spot – in verità molto bello – con Zlatan Ibrahimovic ha deciso di fare un clamoroso passo indietro utilizzando l’immagine dell’attore Massimo Boldi – che per sua stessa ammissione si è definito «scettico sul coronavirus» – per uno spot proprio sul coronavirus e in particolare sugli ulteriori aiuti che la Regione Lombardia fornirà per tutte quelle imprese escluse in qualche modo dal decreto ristori. Lo spot Lombardia con Massimo Boldi è davvero un’operazione di comunicazione piuttosto discutibile.

LEGGI ANCHE > Massimo Boldi spera nel ritorno dell’Onnipotente per liberarci dai potenti e dalle mascherine

Spot Lombardia con Massimo Boldi, sicuri sia una buona idea?

Da oggi, infatti, sul sito della regione è possibile iniziare a vedere l’anteprima di questo piccolo spazio promozionale che la Lombardia diffonderà su tutti i suoi media: da Facebook, a Twitter, passando per Instagram e YouTube. L’attore – noto per le sue interpretazioni nei cinepanettoni e per alcuni suoi “caratteri” come Cipollino – sfoglia un album dei ricordi e magnifica le bellezze e le eccellenze della Lombardia. Poi, interagisce con una voce fuori campo che gli spiega quali misure intende prendere la Lombardia per far fronte alle mancanze del decreto ristori.

Mentre si elencano tutte le categorie interessate dalla distribuzione del contributo a fondo perduto da 167 milioni di euro, Massimo Boldi si produce in una sorta di remake di Eccezzziunale Veramente e poi chiede ai cittadini della Lombardia di non mollare e di tenere duro in questo momento così complesso.

Siamo sicuri che un messaggio del genere risulti credibile, dal momento che è stato pronunciato da un personaggio pubblico che, negli ultimi giorni, si è augurato la liberazione dai potenti del mondo e dalle mascherine da parte dell’Onnipotente o che voleva dire «No all’AP sui cellulari» (il riferimento, ovviamente, era all’app Immuni, utile al tracciamento dei contagi da coronavirus)? L’ente pubblico che ha utilizzato il volto di Massimo Boldi in uno spot che punta a rassicurare i cittadini sul superamento dell’emergenza coronavirus (non solo sanitaria, ma anche economica) avrebbe dovuto valutare il background dello stesso Boldi sul tema. O è un modo per strizzare l’occhio allo «scetticismo sul coronavirus» anche questo?

Share this article