Once Upon A Time 7×14 – Recensione dell’episodio “The Girl in the Tower”

Once Upon A Time 7 prosegue con un nuovo episodio, “The Girl in the Tower”. Ecco la nostra recensione della puntata che contiene un inaspettato crossover con Harry Potter…

Nella puntata precedente avevamo visto Roni e Lucy, entrambe consapevoli dell’incantesimo e del fatto che la vita di Henry sia in pericolo, coalizzarsi a Hyperion Heights. Nel mondo delle fiabe, invece, Uncino è rimasto separato da sua figlia Alice, che rimane rinchiusa nella torre. In questo episodio, “The Girl in the Tower”, abbiamo degli sviluppi su questi due fronti.

Once Upon A Time 7×14 Recensione | Il crossover inatteso

Nella terra delle fiabe, Alice è ormai cresciuta e viene liberata dalla torre da un troll, che ne distrugge il tetto e la porta via. Incontra Robin, la figlia di Zelena, che scopre essere decisa ad uccidere il suo amico. Fa di tutto per fermarla, ci riesce, ma la folla di abitanti del villaggio spaventata dal mostro non è per niente contenta. Alice e Robin quindi si trovano a dover fare i conti con dei villici inferociti, ma vengono salvate… Dall’automobile di Robin, che si fa strada tra gli alberi: le due vi salgono e così fuggono a bordo di una macchina d’epoca, che non è la Ford Anglia di Harry Potter e la Camera dei Segreti, ma la chiama a gran voce. Un easter egg che non può non mettere sull’attenti i fan del maghetto.

Once Upon A Time 7x14 - Recensione, dopo la Disney adesso c'è Harry Potter
Once Upon A Time 7×14 – Recensione | Alice e Robin

La cosa bella del personaggio di Alice/Tilly, è che la sua pazzia latente non è fine a se stessa. La sua eccentricità non è alla Jack Sparrow, buttata lì per il puro gusto di vedere un personaggio fuori dagli schemi, ma contestualizzata e spiegata: chi non sarebbe un po’ pazzo, chi non si sentirebbe fuori posto, se avesse passato tutti quegli anni di crescita rinchiuso in una torre? In questa puntata vediamo questa giovane parlare da sola all’interno della sua prigione, sentirsi sola e incompresa quando poi finalmente ne esce fuori, perché non ha mai avuto modo di comprendere cosa volesse dire interagire con gli altri. È confortante vedere che, con tutta la carne al fuoco che c’è in questa Once Upon A Time 7, c’è comunque spazio per caratterizzare almeno un personaggio in modo così comprensibile facendo quello che è stato fatto con lei.
La recensione continua nella pagina seguente…

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