Social e musica trap: perché Instagram è così utilizzato da artisti e fan

di Francesco Collina | 01/07/2019

viaggio nella musica trap
  • Trap e social network: perché per gli artisti di oggi apparire su Instagram è fondamentale

  • Visibilità e onnipresenza: i vantaggi delle Stories Instagram per il business musicale

  • I social, un'opportunità per artisti di farsi conoscere da tutti, in ogni parte del mondo

Il rapporto fra i giovani, i social network e la trap è probabilmente una delle caratteristiche delle nuove generazioni che più mettono in difficoltà genitori e fratelli maggiori che difficilmente riescono a capire questa abitudine. Così come i genitori dei Millenials criticavano l’abitudine dei loro figli di passare il tempo davanti alla televisione, così oggi gli stessi adolescenti ‘teledipendenti’ cresciuti guardando “Non è la Rai” criticano i loro figli che guardano le stories dei loro artisti preferiti su Instagram. Il rapporto fra la Generazione Z e i social network, non solo per i genitori, anche per gli artisti del genere è una relazione difficile da spiegare: «I nuovi giovani sono diversi, esordisce Ernia, guardano di più internet».

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Trap e l’importanza dei nuovi media

Le parole degli artisti su Instagram e la trap

La trap, suggerisce Jake la Furia, «È un genere di musica in cui gli artisti di riferimento ostentano sui social e le stories di Instagram sono perfette per un genere che ama ostentare».  In una sottocultura dove la manifestazione pubblica del proprio successo attraverso gioielli, tatuaggi e capi di abbigliamento costosi è parte integrante del messaggio che si vuole lanciare attraverso le canzoni, i social che mostrano cosa si faccia e come ci si presenti alla serate sono imprescindibili per il successo o meno di un artista o una canzone.

«Per la Trap la televisione generalista è irrilevante – rincara la dose Claudio Ferrante, presidente e fondatore di Artist First – non tutti gli artisti della Trap vanno in Rai, la promo la fai con le storie su Instagram». Non solo Facebook è ormai un social network da genitori e, appunto, Millenials, ma anche la televisione è percepita dalla nuove leve della musica come un contenitore desueto quanto i suoi contenuti. Chi guarda i programmi Rai o Mediaset non sarà interessato quanto il nipote al nuovo singolo del suo artista preferito che, per conoscerlo, non accenderà la televisione o sfoglierà “Cioè” ma scorrerà fra le storie di Instagram. «Puoi avere anche 200mila che fanno swipe up in un ora, la forza promozionale dell’artista su Instagram è perfetta».

«Instagram è più immediato di Facebook, continua Ernia, il pubblico è talmente ampio che ci sarà chi coglie la sperimentazione che ho voluto fare sul singolo o sul pezzo». Una visione che, piuttosto che criticare le abitudini dei giovanissimi (ma non solo), si sofferma nell’analizzare le nuove opportunità offerte dai social network. «I social dal punto di vista del business sono eccezionali, – aggiunge Luché – danno la possibilità di fare tanto: non si può dire tutto nei dischi. Con le storie posso raccontarmi in maniera molto più immediata. Dà la possibilità all’artista, conclude, di esporsi a 360 gradi».

 

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