Cos’era SVB (Silicon Valley Bank), cosa faceva e perché è fallita

Abbiamo ricostruito non solo la storia del fallimento di SVB ma anche il percorso della banca stessa dalla sua nascita

15/03/2023 di Ilaria Roncone

Cos’è la (o meglio, cos’era) la Silicon Valley Bank e perché ne stiamo sentendo tanto parlare negli ultimi giorni? La notizia relativa al suo fallimento è su tutti i giornali – da quelli di settore a quelli generalisti – e chiunque di noi ha sentito questo nome almeno una volta. Il timore, dopo il fallimento Silicon Valley Bank, è che possa avviarsi una nuova crisi della portata di quella del 2008, iniziata in corrispondenza del fallimento della Lehman Brothers. C’è da considerare che – rispetto al 2008 – sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea si sono dotati di strumenti normativi, veri e propri paletti per gestire una soluzione di emergenza come quella che, all’epoca, colse il mondo impreparato (in particolar modo, i tecnici del Consiglio Europeo hanno fatto sapere – appena dopo il fallimento – che «questa volta l’Ue è più protetta rispetto al 2008-2009»). Rimane comunque vero che ciò che accadrà è soggetto anche alla volubilità e al naturale andamento dei mercati.

Vediamo quindi di capire cosa è stata la Silicon Valley Bank e come siamo arrivati, nell’ultimo periodo, al suo fallimento.

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Costa è stata la Silicon Valley Bank?

La Silicon Valley Bank (abbreviata SVB) è stata una banca commerciale con sede in California, a Santa Clara, ed è stata filiale di SVB Financial Group (holding bancaria). Fondata nel 1983 e con una quota di mercato che ha raggiunto il 25,9% nel 2016, SVB è stata la più grande banca della Silicon Valley basata su depositi locali ed era presente nell’elenco delle maggiori banche Usa.

Nel corso della sua esistenza la società ha agito nell’ambito dei prestiti alle società tecnologiche e alle startup con tutta una serie di servizi a società di capitale di rischio, finanziamenti basati sui ricavi e società di private equity il cui core principale erano tecnologia e biotecnologia. Oltre a questo, SVB ha fornito anche servizi di private banking per individui con un patrimonio netto alto che hanno investito nel mercato interno della Silicon Valley.

La banca contava un totale di ventinove uffici sul territorio statunitense più altri da diversi paesi (India, Israele, Regno Unito, Canada, Cina, Hong Kong, Germania, Irlanda, Svezia e Danimarca. Fino al suo fallimento, SVB è stata quindi un’istituzione nell’ambito del settore tecnologico e delle startup.

Perché è fallita?

Cosa è successo il 10 marzo 2023? Gli investitori, visto il rialzo dell’inflazione, hanno deciso di recarsi agli “sportelli” per disinvestire il proprio denaro e smistarlo su un altro tipo di investimento più redditizio. I titoli della Silicon Valley, visto l’andamento del costo del denaro, non valevano più abbastanza e la scelta degli investitori è stata quella di preferire collocamenti più a breve termine, maggiormente rischiosi ma sicuramente più redditizi.

Da qui il fallimento con la rilevazione da parte della Federal Deposit Insurance Corporation e il titolo di secondo più grande fallimento bancario della storia della finanza americana. In questi giorni Usa e Ue stanno quindi valutando i rischi, per effetto domino, di una crisi finanziaria su scala mondiale.

Fun fact: il nome Silicon Valley e affini per le banche sembra non portare tanta fortuna. Esisteva infatti la Silicon Valley Bank & Trust Company, sempre con sede in California, che è stata chiusa dalle autorità bancarie Usa nel 2008 proprio per i problemi finanziari registrati in seguito alla crisi immobiliare partita nel 2008.

(Immagine copertina: foto IPP/zumapress)

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