La signora Coriandoli: “Se sei comunista dopo i 20 anni, devi andare dallo specialista”

di Ilaria Roncone | 21/12/2019

signora coriandoli
  • La signora Coriandoli torna in un cortometraggio

  • Maurizio Ferrini sarà regista, attore e produttore

  • Nell'intervista al Corriere della Sera il comico parla della sua posizione politica

Non la si vedeva sugli schermi da un po’ ma la signora Coriandoli è tornata. Maurizio Ferrarini produrrà e interpreterà un cortometraggio per il web che andrà su Instagram e Youtube, manco su Facebook che «è vecchio». La sfida agli influencer del comico, celebre per Quelli della notte che tanti giovani ancora oggi citano, è quindi lanciata. Le novità sulla sua opera top secret arrivano da un’intervista al Corriere della Sera nella quale, interrogato sulla sua attuale posizione politica, Ferrini ha affermato che «il comunismo è una malattia esantematica, come il morbillo e la varicella. Se ce l’hai dopo i 20 anni, devi farti visitare da uno specialista».

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Il ritorno della signora Coriandoli e del figlio

Maurizio Ferrini ha deciso di tornare come regista, interprete e a sue spese per un cortometraggio da diffondere via web. Qualche anticipazione? La signora Coridandoli è rimasta vedova uccidendo il marito con un piatto di lasagne ai quattro formaggi, cozze e coniglio. Tra un’imitazione e l’altra, entrando e uscendo dal personaggio, Ferrini ha anticipato qualcosa sulla trama della sua nuova opera. La signora Coriandoli avrà un figlio veterocomunista – Massimo Coriandoli detto Massimo Delirio – che vende pedalò e che porterà Ferrarini a stare davanti alla camera con un doppio ruolo. Ferrini non ha perso l’occasione di parlare del PD, del Movimento 5 Stelle e della Lega, condividendo in parte le sue idee e la posizione politica.

Maurizio Ferrini vede il comunismo come morbillo o varicella

Padre comunista, madre che dava il voto al marito per obbligo: «Non capisco ma mi adeguo», per dirla con una citazione adeguata. Maurizio Ferrini ha parlato della sua visione politica affermando che, all’epoca, nonostante il padre fosse comunista lui ha sempre scelto di votare DC per paura di finire all’inferno. Cosa fa per evitarlo? «Recito due rosari al giorno, uno la mattina appena sveglio e uno la sera quando mi corico. Dà risultati pratici. Provare per credere». E al giornalista del Corriere incredulo risponde che è molto devoto e che a Gesù si arriva solo passando attraverso la Madonna. Alla domanda diretta «ma lei è ancora veterocomunista?» la risposta lo è altrettanto: «No. Il comunismo è una malattia esantematica, come il morbillo e la varicella. Se ce l’hai dopo i 20 anni, devi farti visitare da uno specialista. Molti sverranno leggendo questa mia affermazione». E il PD? Il comico la butta sul piano del sapere: «Nel campo del sapere non ci sono sinistra e destra. Il pollaio lo inventò la rivoluzione francese: è l’anfiteatro del Parlamento. Simone Weil diceva che i partiti in sé sono immorali, perché esistono soltanto il bene e il male». L’italiano, quindi, cade preda del fascino della polemica e questa sua opinione Ferrini la avvalora citando Bertinotti quando disse «vuole togliermi il gusto di litigare?» a chi gli domandava perché non volesse governare.

(FOTO COPERTINA: ANSA/ANGELO CARCONI)