L’Accademia della Crusca risponde al dubbio social della settimana: si scrive choc o shock?

Citare Matteo Renzi e il suo "shock, because" è diventato necessario per il popolo del web e bisogna farlo nel modo giusto

Ilaria Roncone 18 Gen 2021
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“Shock, because”. Chi, tra quelli che stanno spesso sui social, non lo ha scritto almeno una volta? Commentando su Facebook, Instagram, Tik Tok o nelle chat private, poco importa. Quello “shock, because” di Matteo Renzi – il video che, seppure sia di qualche anno fa, è diventato virale adesso – è diventato un vero e proprio meme. Un modo per reagire a qualsiasi notizia degli ultimi giorni o ai video divertenti. Cavalcando l’onda gli account social dell’Accademia della Crusca hanno deciso di spiegare come si scrive – se choc o shock – ottenendo moltissime interazioni.

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Shock o choc Accademia della Crusca: come si scrive?

Per la serie #LaCruscarisponde, L’Accademia della Crusca ha deciso di spiegare con dovizia di particolari da dove arrivino entrambe le forme che hanno creato dubbi sui social in questi giorni: «Le due differenti grafie della parola – scrive la Crusca su Facebook – sono il risultato dell’influenza delle lingue tramite le quali è penetrata in italiano: CHOC deriva dal sostantivo francese LE CHOC (urto), mentre SHOCK dal verbo inglese TO SHOCK (urtare, colpire). In lingua italiana entrambi i termini sono entrati nell’ambito medico, come sottolinea il post, «in un passato relativamente recente»: «si parla di choc/shock traumatico, anafilattico, emorragico ecc.».

Shock dall’inglese, choc dal francese

La conclusione dell’Accademia è che entrambe le forme si possono usare e sono entrambe corrette – a patto che vengano scritte con la grafia citata -. La precisazione necessaria è che, se prima era diffusa maggiormente la grafia francese, oggi è quella inglese che ha preso piede tra i giovani: «Sono quindi da considerare corrette entrambe le forme, giustificate dalla generazione di appartenenza del parlante, in quanto l’influsso della cultura e della lingua francese ha ceduto il passo, negli ultimi decenni, a quello massiccio dell’inglese […] attualmente la parola viene percepita come anglicismo e quindi scritta come tale, soprattutto in un mondo giovane e dominato dall’inglese come quello del web. […]».