Lo strano asse Lega-Pd per le agevolazioni ai sexy shop: «Favoriscono l’economia locale»

di Gianmichele Laino | 12/06/2019

sexy shop
  • Il decreto Crescita è ancora in commissione, ma lunedì sarà all'esame della Camera

  • Una proposta del Pd, accolta dalla Lega, include nel decreto anche i sexy shop

  • Originariamente erano stati esclusi al pari dei compro oro e dei centri scommessa

Italia, popolo di poeti, santi, navigatori e sexy shop nei comuni sotto i 20mila abitanti. In un emendamento al decreto Crescita proposto dal Partito Democratico, si prevedono agevolazioni per tutti quei negozi di sex toys, ma anche di video hot e di altro materiale che riguarda la sfera sessuale, che facciano ampliamenti a strutture già esistenti o per quei commercianti che riaprano un sexy shop chiuso da più di sei mesi. Anche questi esercizi commerciali, infatti, favorirebbero lo sviluppo dell’economia locale. La proposta ha suscitato un certo entusiasmo in commissione Finanze alla Camera, tanto da incontrare il favore spassionato anche dei deputati della Lega.

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Sexy shop, cosa prevede complessivamente l’articolo 30-bis del decreto Crescita

Ora, il comma 3 dell’articolo 30-bis del decreto Crescita sarà inserito in quel testo che lunedì prossimo dovrebbe essere approvato alla Camera con un voto di fiducia, per poi passare in Senato per l’approvazione definitiva. Va però fatta una precisazione: l’articolo 30-bis riguarda in generale tutti gli esercizi commerciali nei comuni al di sotto dei 20mila abitanti. E questo rappresenterebbe, in effetti, un indiscusso contributo alle economie locali. Tra questi, da ieri, sono stati inseriti anche i sexy shop in seguito alla proposta da Massimo Ungaro, Roberto Giachetti e Luigi Marattin. Originariamente, invece, i sexy shop erano stati esclusi dalle agevolazioni, al pari dei Compro Oro e dei centri di scommessa.

La ratio dell’emendamento sui sexy shop

«Non si tratta di una battaglia per i sexy shop – ha spiegato Roberto Giachetti -, ma facciamo una battaglia culturale». La norma punta a dare respiro a un settore che, dopo una grande fase di espansione, sta pagando le naturali conseguenze dello sviluppo dell’online. Per questo anche diversi esercizi commerciali di questo tipo, negli ultimi anni, hanno chiuso. Ma adesso chi vorrà lanciarsi nella nuova impresa di riaprirli potrà beneficiare di un aiuto statale. Che, a quanto pare, non ha barriere ideologiche e piace sia ai sovranisti della Lega, sia ai progressisti del Pd.

FOTO: ARCHIVIO/ANSA