Decreto crescita, arriva la norma ‘anti-Napoli’: eliminato lo sconto sulle tasse per chi trasferisce la residenza al Sud

di Federico Pallone | 11/06/2019

Napoli
  • La Juventus ha vinto l'ennesimo scudetto consecutivo e le inseguitrici vogliono diventare sempre più competitive

  • Il governo gialloverde sembra però voler fermare le ambizioni del Napoli

  • È stato ridotto al 50% lo sconto sulle tasse per chi trasferisce la residenza al Sud

La stagione 2018/2019 di Serie A è terminata da poco ma già si sta pensando alla programmazione estiva in vista del prossimo campionato di calcio. La Juventus ha vinto l’ennesimo scudetto consecutivo, l’ottavo. Alle sue spalle, distante ben 11 punti, c’è il Napoli. Un divario importante, incolmabile dice qualcuno. Eppure la squadra di Aurelio De Laurentiis non vuole sentir parlare di ‘obiettivo secondo posto’: si punta alla vittoria dello scudetto, il presidente è stato chiaro.

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La norma anti-Napoli

A frenare però le ambizioni partenopee sembra pensarci il governo gialloverde: tra i 16 emendamenti presentati dai relatori durante la discussione alla Camera sul Decreto Crescita, è arrivata una norma che sembra proprio pensata contro il Napoli. È stato infatti ridotto lo sconto sulle tasse – inizialmente previsto dallo stesso Decreto Crescita – per chi trasferisce la residenza nel Sud Italia dopo due anni all’estero, compresi i calciatori. Questo aveva permesso al Napoli di poter pensare di competere con le grandi potenze del Nord per assicurarsi le prestazioni dei giocatori più forti, usufruendo del limite – fissato al 10% – sulla tassazione del reddito. Ora però lo sconto è stato tagliato al 50%, lo stesso previsto per i trasferimenti di residenza nelle altre regioni italiane.

Cosa prevedeva la norma

Solo qualche giorno fa, una norma pubblicata nel Decreto Crescita 2019 dal titolo ‘Rientro dei cervelli’, prevedeva degli sgravi fiscali per aziende che avessero assunto personale residente all’estero (sia italiani sia stranieri), a patto che gli assunti si impegnino a restare in Italia per un periodo di almeno 24 mesi. Se queste condizioni vengono rispettate, gli assunti possono usufruire dell’esenzione ai fini Irpef del 70% dei redditi da lavoro. Questo significa che la tassazione era calcolata solo sul 30% dello stipendio percepito e non sul 100%. La percentuale di esenzione sale al 90% per chi viene assunto da un’azienda con sede in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia. La norma si applicava anche per i calciatori e per gli allenatori che negli ultimi due anni hanno giocato o allenato in un campionato straniero. Il Napoli, a differenza ad esempio di Juventus, Inter e Milan, poteva godere di sgravi superiori, avendo la sua sede in Campania.

 

[CREDIT FOTO: ANSA/CLAUDIO ONORATI]