Il ragazzo delle sardine preso in giro da Salvini: «Sono un DSA e ne sono orgoglioso, questo è bullismo, lo querelo»

di Redazione | 16/01/2020

Sergio Echamanov
  • Matteo Salvini ha attaccato un gruppo di sardine a San Pietro in Casale

  • Sergio Echamanov, preso in giro perché ha avuto qualche esitazione nel suo intervento, gli ha risposto

  • "Orgoglioso di essere DSA, ora lo querelo"

Ha un nome il ragazzo che è stato preso in giro da Matteo Salvini a San Pietro in Casale, dove era stata organizzata una manifestazione delle sardine, per protestare contro il comizio del leader della Lega. Si chiama Sergio Echamanov, ha 21 anni e di professione fa il rappresentante porta a porta. Ha provato a intervenire nel bel mezzo della manifestazione, sviluppando anche concetti complessi, tra cui le motivazioni che hanno spinto le sardine della bassa bolognese a riunirsi il 15 gennaio in concomitanza con gli eventi elettorali del leader della Lega.

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Salvini ridicolizza Sergio Echamanov, la sua reazione

Tuttavia, Sergio ha avuto qualche incertezza, di quelle che capitano a chi non è abituato a parlare in pubblico. Matteo Salvini non gliele ha perdonate e, con un video montato ad arte, lo ha messo alla berlina sui social network, pubblicando le immagini corredate da un copy fortemente ironico sulla verve delle sardine di San Pietro in Casale.

Sergio contro Salvini: «Sono orgoglioso di essere un DSA, ora lo querelo»

Non si è fatta aspettare la sua reazione: «Ero in imbarazzo come capita a molti – ha spiegato Sergio -. Ma quello di Salvini è stato un post barbaro: ora basta. Io sono un DSA (presento disturbi specifici dell’apprendimento) e ne sono orgoglioso: non avevo preparato il discorso, ma ho comunque parlato in pubblico. So cosa vuol dire essere presi di mira, io sono gay e alle superiori ero oggetto di bullismo. Ora sono un uomo forte, Salvini non mi ferisce. Ma partirà una querela nei suoi confronti».

Sergio ha ottenuto la solidarietà anche delle altre persone che hanno partecipato all’evento delle sardine a San Pietro in Casale e che hanno organizzato il flash mob. Non è la prima volta che Matteo Salvini usa l’arma dell’esposizione via social network per chi lo contesta. Adesso spetterà a Sergio, tuttavia, decidere che misura adottare contro l’ex ministro dell’Interno e il suo uso spregiudicato dei social network.