Alessandra Mussolini si scusa per una sua frase sui fascisti e gli omosessuali

Le ammissioni nel corso della trasmissione Ballando con le Stelle

di Redazione | 18/10/2020

scuse Alessandra Mussolini

Ieri, Ballando con le Stelle ha tirato fuori dal cassetto un pezzo d’archivio della televisione italiana e, in modo particolare, dei talk show politici. Eravamo nel 2006, Vladimir Luxuria stava per diventare una deputata di Rifondazione Comunista, Alessandra Mussolini aveva tentato l’esperienza di Alternativa Sociale (non un vero e proprio successo, in verità). Frequentavano lo studio di Porta a Porta e l’esponente storica della destra italiana si lasciò andare, pronunciando la frase: «Si veste da donna e pensa di poter dire quello che vuole. Meglio fascista che fr**io!». A distanza di 14 anni, sono arrivate le scuse Alessandra Mussolini.

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Scuse Alessandra Mussolini, come ci si è arrivati

Ma come si è arrivati a tirare fuori dagli archivi della televisione italiana quel dibattito? Grazie a Fabio Canino che, una volta di più, non voleva commentare approfonditamente il balletto che la concorrente del talent show di Raiuno aveva appena eseguito. Il giudice della trasmissione ha dichiarato di non voler spendere altre parole perché memore di quella frase che la Mussolini aveva pronunciato: «Io mi ricordo ancora – ha detto Canino – quando disse che era meglio essere fascisti che fr*ci».

A quel punto, Alessandra Mussolini – che nel corso dell’edizione di Ballando con le Stelle sta cercando ripetutamente di mostrare un suo lato diverso rispetto a quello della donna di destra con convinzioni conservatrici che ha sempre caratterizzato la sua carriera politica – ha fatto una retromarcia: «Sono state frasi sbagliate e fuoriluogo che non rifarei».

Scuse Alessandra Mussolini, il contesto in cui pronunciò la frase ‘meglio fascista che fr**io’

Certo, una dichiarazione che non fa esattamente da contrappeso rispetto a quel dibattito surreale del 2006: rileggendo le cronache di quella puntata di Porta a Porta, infatti, si nota come i politici (e i media nel loro racconto) abbiano fatto passi in avanti enormi. Nel corso di quella stessa trasmissione il ministro della Giustizia Roberto Castelli chiamava Vladimir Luxuria con il nome da uomo, che non sapeva se rivolgersi all’allora candidata (se al maschile o al femminile). Fu abbastanza tagliente la risposta di Vladimir Luxuria («mi dia del loro»), ma anche questa sembra distante rispetto a quelle che, adesso, sono le rivendicazioni del movimento LGBT.

La stessa Alessandra Mussolini si era chiesta, in quella circostanza, cosa volesse dire transgender, dicendo che sembrava «un personaggio di Arnold Schwarzenegger» (verosimilmente terminator, ndr). Il suo passo indietro sembra un progresso rispetto a 14 anni fa. Certo, come ha detto l’altra giudice di Ballando con le Stelle Selvaggia Lucarelli, le scuse sentite sono altra cosa. Ma per il momento, conviene accontentarsi.