Dal prossimo anno, la scuola all’aperto nei boschi in Trentino, nei parchi a Roma e nei musei a Milano

di Gianmichele Laino | 01/05/2020

scuola all'aperto
  • Allo studio le misure per ricominciare in sicurezza l'anno scolastico

  • Lezioni all'aperto da sfruttare il più possibile e classi con massimo 10 alunni alle materne e alle elementari

  • Ma per il piano previsto occorreranno 3 miliardi di euro all'anno

Dalla didattica a distanza alla scuola all’aperto. Il piano della task force che, in questi giorni, si sta occupando di scuola e sta assistendo il governo nelle scelte da effettuare per i prossimi mesi dal punto di vista della didattica, prevede di ricominciare l’anno scolastico sfruttando al massimo gli spazi esterni rispetto alle strutture scolastiche. Questo, soprattutto, per evitare in una prima fase contatti troppo stretti tra gli alunni e tra i docenti e gli alunni. È questa l’idea anticipata al quotidiano La Repubblica da Patrizio Bianchi (già rettore dell’università di Ferrara e assessore in Emilia-Romagna), che guida la task force di assistenza alla scuola.

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Scuola all’aperto, la soluzione della task force per l’anno scolastico 2020-2021

Innanzitutto, diminuire la presenza degli alunni nelle classi. Sarà questa la grande sfida per una scuola a cui mancano infrastrutture e docenti. Le regole per il distanziamento prevedono, idealmente, la presenza di massimo 10 alunni per classe soprattutto nelle scuole primarie e nelle scuole dell’infanzia. Per ovviare al problema del sovraffollamento delle classi per quanto riguarda gli alunni delle secondarie di primo e secondo grado, invece, potrebbe esserci la possibilità di implementare e di arricchire la didattica a distanza.

Ma la più grande novità potrebbe essere quella di immaginare nuovi spazi per le lezioni, soprattutto a partire dall’inizio dell’anno scolastico 2020-2021, il primo della ripartenza del post-coronavirus. Per questo motivo, anticipano gli esperti della task force, in Trentino le province autonome potranno sfruttare i loro boschi, nelle città come Roma potrebbe essere una possibilità quella di fare lezione nei parchi pubblici. Mentre a Milano e nelle altre città d’arte i musei, con i loro spazi molto ampi e con i loro ambienti stimolanti dal punto di vista culturale, potrebbero rappresentare una soluzione per venire in soccorso alle scuole.

Scuola all’aperto e investimenti: 3 miliardi di euro all’anno

Sono elementi che, al momento, restano ancora sulla carta e che non hanno una corrispondenza fattuale. Anche perché andranno accompagnati anche ad altre emergenze dal punto di vista delle infrastrutture scolastiche: si parla innanzitutto di una piattaforma unica per favorire la didattica a distanza, ma anche di incentivi per permettere alle famiglie di dotarsi – tutte – di tablet e di connessioni a internet. Un piano che, secondo le stime di Patrizio Bianchi, potrebbe costituire un investimento sulla sola scuola di 3 miliardi all’anno da prevedere in bilancio.