I maturandi che rientreranno a scuola per l’ultima volta durante il loro colloquio della maturità

di Gianmichele Laino | 27/04/2020

maturità 2020 in presenza
  • Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha assicurato che l'esame di maturità sarà in presenza

  • Gli alunni potranno rientrare a scuola per un'ultima volta

  • Gli elementi emersi dalla conferenza stampa del 26 aprile

C’è una magra consolazione per i maturandi. Gli alunni tra i 18 e i 19 anni che nella seconda metà di giugno si troveranno ad affrontare la prova della maturità 2020 potranno rientrare a scuola per un’ultima volta. Lo faranno, secondo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per sostenere il colloquio orale dell’esame. Con l’ufficializzazione dello slittamento dell’apertura delle scuole direttamente a partire dal prossimo anno scolastico, viene meno la possibilità che ci possa essere una prova scritta nell’esame di maturità. Questo era uno degli scenari previsi dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Scenario possibile soltanto nel caso di un rientro anticipato in classe nella seconda metà di maggio. Quel che resta della maturità 2020 in presenza si limiterà al colloquio orale.

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Maturità 2020 in presenza: come sarà l’esame orale

Proviamo dunque a immaginare cosa accadrà mettendo insieme le indicazioni fornite dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa del 26 aprile e le bozze del prossimo dpcm sul distanziamento sociale che entrerà in vigore a partire dal prossimo 4 maggio. Secondo Giuseppe Conte, le scuole riapriranno a settembre. Cade dunque l’ipotesi, subordinata a un rientro anticipato a metà maggio, di una prova scritta unica per tutte le scuole italiane accompagnata da un colloquio.

Resterà soltanto il maxi colloquio che, a quanto pare, avverrà all’interno delle scuole di riferimento di ciascun alunno. Secondo il presidente del Consiglio ci saranno delle misure ad hoc di sicurezza e di distanziamento sociale che permetteranno ai candidati di presentarsi di fronte alla commissione d’esame formata da professori interni e da un presidente esterno nominato dal consiglio di classe. Sarà un colloquio molto ampio, che toccherà tutte le discipline di indirizzo e che potrebbe avere una durata minima di circa un’ora. Un «esame vero» – secondo la ministra Lucia Azzolina, che non prevederà alcun limite alla valutazione: se è vero che tutti gli studenti saranno ammessi, non è scontato che tutti saranno promossi. E, inoltre, il voto massimo di 100 potrà essere raggiungibile come per gli esami degli scorsi anni.

Meturità 2020 in presenza: i vantaggi di questa decisione

Permettere agli alunni di tornare a scuola, oltre alla possibilità di dare un saluto simbolico a quell’istituto che ha visto i ragazzi protagonisti negli ultimi cinque anni, eviterà anche spiacevoli inconvenienti collegati alla didattica a distanza: problemi con la connessione a internet (veri o indotti), garanzia sulla esclusiva presenza del candidato (senza eventuali suggeritori), miglioramento del contesto del colloquio (la presenza del candidato porterà la commissione a stabilire un contatto maggiormente empatico con lo stesso). Possibile che il numero di colloqui giornalieri sarà ridotto rispetto alla normale prassi, per favorire il più possibile il distanziamento sociale e per evitare che ci possano essere contatti e assembramenti all’interno dell’istituto scolastico o nelle sue immediate vicinanze.

Non ci sarà ovviamente una data unica per l’esame di maturità: occorrerà valutare innanzitutto la possibilità di iniziare – come inizialmente previsto – il 17 giugno, data originaria della prima prova di italiano. Poi, spetterà a ciascun istituto varare un calendario che permetterà ai singoli studenti di affrontare in giorni separati i maxi colloqui orali.