Salvini vede Liliana Segre con la figlia: l’incontro che nessuno doveva sapere

di Federico Pallone | 09/11/2019

Liliana Segre
  • Matteo Salvini e Liliana Segre si sono incontrati nell'abitazione della senatrice

  • C'è massimo riserbo sui contenuti del loro incontro

  • Il tutto in seguito alla decisione di assegnare la scorta alla senatrice sopravvissuta ad Auschwitz

Nel corso della giornata di oggi Matteo Salvini ha smentito di aver incontrato Liliana Segre.

Un incontro che sarebbe dovuto rimanere segreto ma che invece è venuto fuori e che inevitabilmente ha destato scalpore. Matteo Salvini e Liliana Segre si sono visti nell’abitazione della senatrice a vita sopravvissuta ad Auschwitz. Il leader della Lega si è presentato insieme alla figlia Mirta di 6 anni. Ma c’è massimo riserbo sui contenuti del loro colloquio.

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Massima segretezza sui contenuti del colloquio tra Matteo Salvini e Liliana Segre

Liliana Segre, 89 anni, seppur stanca ha aperto le porte della sua casa all’ex vicepresidente del Consiglio. «Se io non odio, perché non dovrei aprire la porta? Chi mi vuole incontrare trova la mia casa aperta e accogliente. Se vuole venire gli offrirò del tè, i biscotti, certo non un mojito», aveva detto qualche giorno fa in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Detto, fatto. I due si sono visti ma c’è massima segretezza sulle parole del loro colloquio. «Un incontro privato che tale doveva restare. Da parte nostra manteniamo un totale impegno alla riservatezza», ha detto Luciano Belli Paci, uno dei tre figli della senatrice. L’incontro, nato qualche giorno fa, è stato richiesto da Salvini dopo l’astensione della Lega, cui ha fatto seguito quella di Fratelli d’Italia e di Forza Italia, sulla ‘commissione Segre’. Salvini, dopo aver usato parole forti in merito all’assegnazione della scorta a Liliana Segre («Anche io ricevo minacce quotidianamente»), in serata ha corretto il tiro: «Non è una bella giornata quella in cui il Paese Italia è costretto a dare la scorta a Liliana Segre, che ha tutta la mia vicinanza e tutta la mia comprensione, come tutti coloro che sono vittime di odio ingiustificato. Negare l’olocausto o dirsi antisemiti nel 2019 è da ricovero urgente in una struttura sanitaria, pubblica o privata, però di primaria importanza».

Liliana Segre, a cui il prefetto di Milano Renato Saccone ha disposto la scorta dopo i messaggi di odio che la senatrice sopravvissuta ad Auschwitz riceve quotidianamente, ieri non è uscita di casa. La donna, come spiega il figlio Luciano, «ha bisogno davvero di staccare la spina. Cerca la calma e non la piazza. E noi in questo senso vogliamo proteggerla». Anche i medici le hanno consigliato di osservare un periodo di riposo dopo tutti i fari mediatici cui non vuole e non è abituata a ricevere.

[CREDIT PHOTO: ANSA/ CLAUDIA GRECO]