Salvini parla del Mes per non parlare di migranti: la Lamorgese ne redistribuisce 57 al mese (lui 16)

di Redazione | 02/12/2019

Salvini-Lamorgese
  • Si parla di redistribuzione dei migranti in vari Paesi d'Europa

  • Il ministro Lamorgese, dopo l'accordo di Malta, viaggia a una media di 57 al mese

  • Matteo Salvini, dal 2018 all'estate 2019, si era fermato a 16 al mese

Si parte dai numeri del confronto Salvini-Lamorgese. Il Viminale ha predisposto una precisa relazione di quanto accaduto con i migranti dal 5 settembre in poi. Ovvero, da quando si è insediata il ministro Luciana Lamorgese, in seguito al passaggio dal Conte 1 al Conte 2, con Matteo Salvini passato all’opposizione. Uno dei primi risultati ottenuti dalla titolare dell’Interno è stato quello di siglare il cosiddetto accordo di Malta, ovvero un’intesa con altri Paesi europei (Germania, Francia e Malta).

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Salvini-Lamorgese, il confronto sulla redistribuzione dei migranti

Da metà settembre, ovvero da quando questo accordo è attivo, la situazione della redistribuzione dei migranti che arrivano in Italia è completamente cambiata. Così come la gestione dei salvataggi, allontanando lo spettro di quella presunta invasione che era stata così a lungo agitata come uno spauracchio da Matteo Salvini e dalla Lega.

Tanto da causare un cambio di strategia nella comunicazione del leader del Carroccio: da tanto tempo non batte più il ferro sull’argomento dei migranti, privilegiando ovviamente il tema del Mes, quel Meccanismo europeo di stabilità che, nonostante gli accordi presi quando lui era al governo, adesso sta mettendo in crisi l’attuale maggioranza.

Ma perché Salvini non parla più di migranti? In seguito all’accordo di Malta, il Viminale è in grado di mostrare un trend in ascesa delle persone redistribuite tra i vari Paesi europei, maggiore sia in termini assoluti, sia in termini percentuali sugli sbarchi avvenuti in Italia nelle ultime settimane. Si sono registrati diversi arrivi, soprattutto di persone soccorse dalle ong, oltre agli ormai noti sbarchi autonomi, quelli che avvenivano con Salvini e avvengono ancora oggi in diversi porti italiani.

Salvini-Lamorgese: i numeri

In modo particolare, Ocean Viking ha portato 212 migranti a Messina, Open Arms ne ha portati 62 a Taranto, Alta Mari, invece, 78 a Pozzallo. Questo, ovviamente, nel solo mese di novembre. Ma, a fronte di una politica più aperta all’accoglienza, con l’accettazione più rapida di un porto sicuro da assegnare da parte delle autorità italiane, ci sono anche altri elementi da valutare.

E qui entra in gioco l’accordo di Malta: i migranti di queste tre navi ong, infatti, saranno accolti da Francia e Germania nel numero di 90 e 69, a questi Paesi si aggiungono i 25 migranti accolti dalla Spagna, i 20 dal Portogallo e i 6 dell’Irlanda. Praticamente 210 su 352, con la possibilità di redistribuire queste persone anche in altri Paesi che hanno dato la disponibilità ad accogliere (Lussemburgo, Romania, Cipro, Grecia).

Il risultato? Dal 5 settembre 2019 e prima dei tre sbarchi delle ong che abbiamo appena descritto la redistribuzione ha riguardato 172 persone: nei mesi precedenti del 2019 erano state appena 90. Il ministro Lamorgese, dunque, procede con una quota di 57 migranti al mese. Matteo Salvini, dal giugno 2018 all’agosto 2019 aveva mantenuto una media di 16 migranti al mese.

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI