Salvini e il bilocale a Recco: «Mi autodenuncio, spero non me lo sequestrino»

La battuta dopo la notizia del sequestro di due villette sul Lago di Garda ai commercialisti vicini alla Lega

di Redazione | 16/10/2020

Salvini bilocale a Recco

La notizia di oggi, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Milano sulla vicenda del capannone acquistato dalla Lombardia Film Commission, è quella del sequestro di due villette sul lago di Garda dei due commercialisti coinvolti nelle indagini e che sono sempre stati vicini alla Lega. Una notizia che aggiunge un ulteriore tassello a una vicenda giudiziaria piuttosto complessa e che è stata presentata a Matteo Salvini questa mattina nella sua visita alla Fiera BiMu a Milano.

LEGGI ANCHE > Fondi Lega, il cerchio si stringe intorno a tre commercialisti vicini al Carroccio

Salvini e bilocale Recco, la battuta del leader della Lega

Ai giornalisti che gli hanno chiesto se fosse preoccupato per quanto accaduto, Matteo Salvini ha detto: «Io ho un bilocale in Liguria, a Recco, mi autodenuncio, è di proprietà dei miei genitori. Spero non me lo sequestrino, lo hanno comprato i miei nonni cinquant’anni fa». Insomma, un modo per tentare di minimizzare l’accaduto che, nelle frasi successive, viene liquidato con una espressione decisamente lapidaria: «Non sono minimamente preoccupato – ha detto Salvini – mi chiedo solo chi restituirà la dignità a queste persone se verranno dichiarate innocenti?».

Salvini e bilocale Recco, l’attenzione sull’argomento è stata spostata dalla battuta

Le indagini sui commercialisti vicini alla Lega sono partite dall’operazione di acquisizione di un capannone da parte della Lombardia Film Commission, un ente pubblico che opera nel settore cinematografico. Tuttavia, il coinvolgimento di privati e il presunto valore aumentato al momento della vendita hanno dato il la a una serie di indagini che, attraverso varie ramificazioni, hanno portato a mettere sotto la lente d’ingrandimento anche altre operazioni economiche.