Salvini si difende sui rimborsi elettorali: “I 49 milioni li abbiamo spesi”

Ospite a DiMartedì il leader della Lega ha negato che il Carroccio abbia nascosto i soldi che deve restituire allo Stato

di Redazione | 16/09/2020

Salvini a DiMartedì

“I 49 milioni li abbiamo spesi”. Così Salvini a DiMartedì è tornato a parlare del questione dei rimborsi elettorali della Lega, legati all’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari i tre commercialisti vicini alla Lega Alberto Di Rubba, Andrea e Michele Scilleri. E alle domande di Giovanni Floris che gli chiedeva se non fosse curioso anche lui di sapere che fine hanno fatto quei soldi, ha risposto nello stesso modo di sempre.

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La difesa di Salvini a DiMartedì

I magistrati “cercano soldi che non esistono”. Così Salvini a DiMartedì ha ribadito la sua linea sullo scandalo dei rimborsi elettorali della Lega, spiegando che i “49 milioni sono stati spesi in anni e anni di iniziative elettorali” e aggiungendo sarcasticamente che soldi “non ce ne sono, se li trovate ditemi dove sono perché interessa anche a me”. Frasi che però Floris non lascia passare, ricordando anche lo scandalo dei diamanti e degli investimenti in Tanzania della Lega di Bossi e Belsito, con Salvini che a quel punto aggiunge: “Li stiamo restituendo.

Salvini a DiMartedì e il sì al referendum

Salvini a DiMartedì però affronta anche altri temi, e tra questi c’è la sua posizione sul referendum sul tagli dei parlamentari del 20 e 21 settembre. Salvini infatti ha detto chiaramente che voterà sì, una posizione che il leader del Carroccio rivendica senza timori indicandola anche come la posizione del partito, nonostante un fronte interno a favore del No guidato dall’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. “La posizione Lega è da sempre per il taglio – ha spiegato Salvini a DiMartedì – non facciamo come Renzi e il Pd che votano Sì per salvare la poltrona”. Una posizione coerente con i voti in Aula, ha aggiunto Salvini, spiegando anche che, secondo lui, “il Parlamento possa lavorare bene anche con 300 parlamentari in meno”.