Russia, la storia del gelato arcobaleno definito «propaganda gay» da un’alleata di Putin

di Ilaria Roncone | 10/07/2020

Il presidente Putin è stato sollecitato affinché vieti la vendita di un gelato multicolore chiamato Rainbow da un’ex deputata e capo della Russia’s Union of Women, Yekaterina Lakhova. La donna afferma che la pubblicità del gelato dai colori arcobaleno potrebbe «abituare» i bambini alla bandiera LGBTQ, la famosa bandiera arcobaleno. Secondo la donna questa marca di gelato andrebbe a violare il divieto di propaganda omossessuale che vige in Russia.

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Il gelato arcobaleno che favorisce l’omosessualità

La sola esistenza e la pubblicità di un gelato dai colori arcobaleno, quindi, sarebbe propaganda omosessuale – secondo l’alleata di Putin – che va a ledere i valori tradizionali del paese. La proprietaria del brand, Chistaya Liniya, ha ribattuto che per lei e i suoi «l’arcobaleno è solo la luce dopo la pioggia, nulla a che vedere con la bandiera LGBT», sottolineando che il brand rimane devoto alla famiglia tradizionale. Recentemente Putin ha anche commentato la scelta dell’ambasciata USA di esporre la bandiera arcobaleno negativamente.

Bandiera arcobaleno come la svastica

Continuando in questa fiera dell’assurdo l’ex deputata ha anche affermato, come riporta il Times, che – nel suo personale sentire – «la bandiera arcobaleno susciti gli stessi sentimenti negativi della svastica». Lakhova ha affermato in una precedente intervista: «Non mi piace l’arcobaleno proprio come non mi piace la svastica», mettendo sullo stesso piano due simboli che più agli antipodi di così non potrebbero essere. La svastica simboleggia, storicamente, intolleranza, esclusione e morte; per contro l’arcobaleno della bandiera LGBTQ fa appello a valori come liberà, inclusione e vita.

(Immagine copertina da Pixabay)