Parla Rula Jebreal: «La Rai mi ha chiesto di rinunciare a Sanremo»

di Enzo Boldi | 06/01/2020

Rula Jebreal

La partecipazione – anzi, la non partecipazione – di Rula Jebreal al Festival di Sanremo 2020 sta diventando un vero e proprio caso politico. La giornalista palestinese, infatti, era stata invitata dal direttore artistico (e conduttore) sul palco dell’Ariston, ma dopo le proteste sovraniste sul web è arrivato il passo indietro da parte della televisione pubblica. Ora, dopo le contro-polemiche, ci potrebbe essere un clamoroso passo indietro. Ma lei racconta a La Repubblica cosa è successo e quali comunicazioni ha ricevuto negli ultimi giorni.

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«Sabato scorso mi hanno telefonato pregandomi di fare io il passo, di rinunciare spontaneamente. Mi sono rifiutata. Gli ho mandato un messaggio scritto: se volete censurarmi dovete essere voi ad assumervene la responsabilità – ha raccontato Rula Jebreal nella sua intervista esclusiva rilasciata al quotidiano La Repubblica -. Ma, voglio ripeterlo, Amadeus non ha nessuna colpa. Mi auguro che riesca a portare avanti il suo bellissimo progetto».

Rula Jebreal parla della sua esclusione da Sanremo 2020

Un progetto che, per il momento, andrà avanti senza di lei. La Repubblica ha parlato di una decisione presa dalla direttrice di Rai 1, Teresa De Santis, che avrebbe seguito l’ondata delle polemiche sovraniste e avrebbe optato per l’esclusione della giornalista e scrittrice di origini arabe naturalizzata italiana. Ma la stessa Rula Jebreal non parla di responsabilità personali, puntando il dito contro tutta la Rai che, dopo quel che è accaduto sui social, ha iniziato a tergiversare sul contratto che l’avrebbe dovuta vedere sul palco del Festival di Sanremo 2020 nella serata inaugurale del 4 febbraio prossimo.

Le polemiche sovraniste sui social network

E sulle polemiche social: «Evidentemente qualcuno si è spaventato che venisse offerta una ribalta a italiani nuovi, a persone diverse come me che appartengono a un’Italia inclusiva, tollerante, aperta al mondo, impegnata in missioni di dialogo e di pace».

(foto di copertina: da profilo Instagram)